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    Da Provvisionato a Bolzoni passando per Morosini e Gambino

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    La cornice era la medesima della prima serata, cioè una quantità di gente inaspettata, sorprendente, anche per chi, come i protagonisti di “Tabularasa”, gira l’Italia in lungo e in largo. La carne al fuoco era veramente tanta e tutta di primissima qualità. Fabio Cuzzola ha tirato

    fuori da Sandro Provvisionato il meglio in un tourbillon di ricordi, di lucida emotività che ha riportato tutti i presenti agli angosciosi 55 giorni del sequestro-Moro, da “sequestro di Stato a sequestro per lo Stato”, come recitava lo slogan di apertura della prima sessione. “Doveva morire” ha ribadito Provvisionato ricordando il titolo del volume scelto dal paron di “Chiarelettere”, Lorenzo Fazio, presente in platea al pari del direttore di repubblica.it, Peppe Smorto, e così si è compiuto il destino di Aldo Moro.

    Il premio “Strill.it 2010 – Strillaerischia”, assegnato ai gionalisti Peppe Baldessarro, Manuela Iatì, Danilo Chirico e Alessio Magro, autori di “Avvelenati” e “Il caso-Valarioti”, è stato fisicamente consegnato dal dirigente della Squadra Mobile reggina Renato Cortese, che ha sottolineato come “si abbia la sensazione, tutti assieme qui, di essere una squadra, mossa da unità d’intenti”.

    La seconda sessione, guidata da Tonino Perna, ha visto protagonisti il giornalista di Repubblica Attilio Bolzoni ed il Gip di Palermo, Piergiorgio Morosini. I toni sono saliti in fretta, grazie alla sapiente opera di Perna, e si sono presto toccati i nervi scoperti del nostro Paese, soprattutto relativamente alla lotta alla mafia ed al “doppio Stato”, come più volte ha sottolineato Bolzoni, il quale è tornato più volte sulla situzione reggina rimarcando che “da un paio di anni il clima del contrasto alla criminalità organizzata ed anche la sua efficacia sono cambiati radicalmente a Reggio”.

    Strordinarie le tre performance di Marco Gambino, attore siciliano che vive a Londra da 22 anni e che, con brevi monologhi ha interpretato le “parole d’onore” di Riina, Greco ed altri boss.

    (foto Marco Costantino)