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    Tabularasa 2015 - Buccini, De Blasio

    Tabularasa 2015 – Sulle Regioni, Buccini: ‘Un’inutilità dannosa’. De Blasio: ‘In Calabria i concorsi sono finti’

    “Le Regioni altro non sono che venti buchi neri per lo Stato italiano”. E’ quanto ha dichiarato Goffredo Buccini, inviato speciale del Corriere della Sera e scrittore, ospite di Tabularasa 2015.

    “Lo scenario con cui abbiamo a che fare – ha spiegato Buccini – parla di venti staterelli, venti sistemi sanitari diversi, venti idee di turismo diverse che è un’autentica follia per un paese come l’Italia. Le Regioni non funzionano, non rispondono ai bisogni dei cittadini, perché è impensabile che oggi un cittadino calabrese ha meno diritto alla salute di uno di Bolza, perché parliamo di diritti fondamentali ed è impensabile che dipendano dal demenzialismo regionale. In altre parole un vero caos amministrativo, acuito dalla sciagurata riforma federalista del 2001 che ha attribuito alle regioni dei poteri e delle funzioni spropositati. Il caso rimborsopoli è solo l’emblema di un sistema disastrato che non funziona. E più in generale sembra di vivere in un’epoca in cui è letteralmente scomparso il senso della vergogna come categoria dello spirito ed ha lasciato spazio alla rivoluzione del ‘Embè?!’”.

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    Goffredo Buccini

    Tutto quello che è il regionalismo odierno “affonda le sue radici – ha aggiunto Buccini – nelle sue stesse origini, basti pensare che per ventidue anni, dal ’48 al ’70, le regioni sono rimaste in cantina per non sconvolgere gli equilibri politici fra Dc e Pci. E poi sono state varate in modo assolutamente caotico e confuso quando ormai i ministeri avevano già accentrato molte funzioni. E infine la mazzata del periodo che va dal ’97 al 2001 con l’obbrobrio federalista che di fatto ha creato venti piccoli Ras con facoltà di decidere su qualsiasi cosa per conto loro”.

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    Daniela De Blasio

    Da qui l’analisi ha abbracciato il contesto politico nel suo complesso, nel quale emerge secondo Buccini “l’esigenza di recuperare la normalità delle procedure ordinarie in un Paese che ormai vive tutto in chiave puramente emergenziale. Non guasterebbe fare un deciso passo indietro rispetto al regionalismo dissennato che è stato innescato qualche anno fa, superando il becero provincialismo dei territori e recuperando il gusto di essere italiani”.

    Ospite del contest culturale, organizzato e condotto da Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, anche Daniela De Blasio, presidente della Portanova Spa, società in house del Consiglio regionale della Calabria, che ha osservato come “la politica ha assoluto bisogno di competenza in tutti i settori della vita pubblica”.

    “Qui, però – ha sottolineato Daniela De Blasio – i ‘cervelli’ scappano e questo succede perché i concorsi sono fasulli. Non sono veri e quindi noi perdiamo competenze e le opportunità”.

    Secondo Daniela De Blasio “cittadini e istituzioni spesso appaiono come entità autoreferenziali al pari di una classe politica che non è mai riuscita ad amministrare in modo adeguato i singoli territori. Senza dimenticare i danni prodotti dall’inerzia di certa burocrazia la cui incidenza, in negativo, è identica a quella delle ruberie legate allo scandalo dei rimborsi”.

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