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    Tabularasa 2014 e Ente Parco d’Aspromonte: ‘Legalità per il rilancio della montagna’

    Ha scelto le vette dell’Aspromonte Tabularasa 2014 per discutere di legalità, di regole condivise, di tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico. La nuova tappa del contest promosso da ‘Urba/Strill’, si inserisce nell’ambito della partnership siglata con l’Ente Parco d’Aspromonte che ha già segnato l’appuntamento del 22 luglio scorso a Reggio e si riproporrà il 29 a Gerace in occasione dell’evento conclusivo.
    Al dibattito che si è svolto in piazza Mangeruca, hanno preso parte Giuseppe Creazzo, procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Bombino presidente dell’Ente Parco Aspromonte e Michele Zoccali, sindaco di Santo Stefano in Aspromonte. Con loro anche gli organizzatori Giusva Branca e Raffaele Mortelliti.
    Il primo cittadino di Santo Stefano ha aperto la conversazione con un richiamo al “recupero dell’identità ‘stefanita’ e aspromontana, attraverso il rispetto delle regole e la tutela della natura in un territorio che ha tutte le carte in regola per affermarsi”.
    Sulla stessa lunghezza d’onda anche Bombino, che ha sottolineato come “il rispetto della legge è insito nella funzione stessa del Parco” e come “la stagione degli incendi sia iniziata proprio con la nascita del parco”.
    Parlare di sviluppo oggi a Gambarie, significa ripercorrere una storia di progressivo degrado come sottolineato da Creazzo che ha ricordato la vitalità del centro aspromontano “circa 30, 40 anni fa, quando questa era una delle più apprezzate e frequentate stazioni sciistiche da calabresi e siciliani. Oggi non è più così dopo una lunga fase segnata da un vero e proprio stupro della civile convivenza. Un declino iniziato, dobbiamo dirlo chiaramente, da quando la stanza dei bottoni è stata affidata alle amministrazioni locali. Invece di promuovere sviluppo, ci siamo piegati a un meccanismo di gestione delle risorse fuori da ogni regola. A tutto ciò va aggiunta la progressione geometrica della ‘ndrangheta che si è impossessata delle leve dell’economia”. Creazzo cita poi provocatoriamente il noto aforisma di Churchill (“Se due persone fumano sotto il cartello ‘divieto di fumo’ gli fai la multa, se lo fanno venti persone chiedi loro di spostarsi, se le persone diventano duecento togli il cartello”), per rimarcare l’esigenza di “rifiutare la condizione di assoggettamento e la limitazione della libertà”.
    Ma per creare un clima favorevole al rispetto delle regole occorre, secondo Zoccali, “una maggiore e più incisiva presenza dello Stato. Non è ammissibile che il ministero non abbia ancora dato il via libera all’insediamento del consiglio direttivo del Parco eletto ormai da ben sette mesi”.
    Le responsabilità vanno divise fra tutti a detta di Creazzo, “nessuno escluso”. “In quarant’anni siamo riusciti a smantellare qualsiasi sistema di controllo, cioè il fondamento stesso della democrazia. Una comunità non è tale – ha concluso il magistrato – senza una politica forte e autorevole”.