di Giusva Branca – Niente! Niente da fare! Più volte sollecitati sulle mosse future relative alla città di Reggio, i partiti non muovono. “Interrogato il morto, non rispose”, potremmo dire.
Ma, ovviamente, di vero c’è solo che non rispose; in realtà le due principali realtà politiche (Pd e Pdl, del M5S parleremo dopo) sono spaventatissime.
Provano a tessere la tela, ma hanno scelto di farlo con un profilo che più basso non si può, lontanissimo dalla luci dei riflettori.
In casa Pdl (ovviamente al lordo delle possibili novità e stravolgimenti nazionali che, con l’aria che tira sono possibili da un momento all’altro) Scopelliti ha ben chiara in testa la linea da seguire.
Il suo attacco, duro, durissimo, alla “borghesia imprenditoriale”, che segue quelli, reiterati, alla magistratura, segnala che il Governatore ha ben capito – e l’intuito non gli ha mai fatto difetto – che l’aria è completamente cambiata.
Il sostegno dei salotti buoni della città, il cui ultimo sussulto è avvenuto in occasione del documento sottoscritto da centinaia di professionisti e imprenditori reggini contro l’ipotesi di scioglimento dell’Amministrazione comunale, non lo riscontra più e, infatti, Scopelliti lo ha detto chiaramente.
E allora ha in mente un cambio di registro che punti su una fascia diversa di elettorato e, al tempo stesso, lo faccia attraverso un nome che – come accadde già con Arena – la gente possa direttamente ricondurre a lui.
Si, perché Scopelliti, un po’ come Berlusconi, è convinto che, ancora una volta (e le ultime consultazioni parlamentari gli hanno dato ancora ragione), solo il suo nome, la sua faccia possa far vincere la battaglia elettorale. E allora serve un nome “nuovo”, che possa ridare slancio a quel “modello Reggio” che Scopelliti è convinto possa ancora funzionare, anche sul piano elettorale.
Serve un nome nuovo, un giovane ma che sia già sufficientemente esperto, e, soprattutto, che sia in sintonia con Scopelliti solo con uno sguardo, magari anche senza.
L’identikit porta dritto sul nome del fedelissimo numero uno del Governatore: quel Daniele Romeo, giovane ma non inesperto che Scopelliti ha sempre avuto al fianco nelle varie fasi della sua vita politica dell’ultimo decennio.
Ma il Comune di Reggio vorrà dire (oltre ai mille guai che si porterà appresso chissà per quanto) anche Città metropolitana e, di conseguenza, scioglimento della Provincia.
E’ pronta l’offensiva di Peppe Raffa che ambisce a sua volta alla guida della città, pescando principalmente, ma non solo, proprio in quella parte della borghesia per la quale Scopelliti ha scandito il “liberi tutti”.
Raffa ci crede, in realtà avrebbe anche le carte in regola per ambire seriamente a riuscire a giocarsi tutte le carte ad un tavolo che fatalmente porterà ad un ballottaggio feroce.
Eh si, perché i candidati di peso saranno almeno quattro: detto di Daniele Romeo e, appunto, Peppe Raffa, restano da analizzare le posizioni di Pd e M5S.
Il Partito Democratico, chiuso non all’angolo, ma nello sgabuzzino, come prassi suggerisce, il nome lo ha già scelto. Non può dirlo e non lo dirà, anche perché, se non esce in maniera apparentemente unitaria, la consueta implosione è cosa fatta, ma il nome c’è e non è un mistero per nessuno.
Giuseppe Falcomatà vuole provarci attingendo ovviamente al peso del cognome, ma anche alla sua ininterrotta attività politica che quotidianamente sta ponendo in essere, giorno per giorno, lontano, come detto, dalla luce dei riflettori e, infine, appoggiato dal cognato, Demetrio Naccari.
Insomma, l’eterna sfida Scopelliti-Naccari è pronta a riproporsi stavolta sotto forma di endorsement…
Resta il Movimento 5 Stelle che i partiti tradizionali farebbero bene a ricordare essere stato il più votato di tutti a Reggio città in occasione delle recenti politiche.
Dalla sua capacità di coagulare vari aspetti della voglia di rinnovamento, ma al tempo stesso di cercare nomi credibili e che non arrivino dal nulla e, soprattutto, dalla scelta, preventiva, di essere disposto ad alleanze post primo turno in ottica ballottaggio passa l’esame di maturità dei grillini reggini.
Solo con questi requisiti potrebbero cogliere l’occasione unica che la storia offre loro e non restare, per l’appunto, grilli parlanti…





