
di Stefano Perri – Due anziani alla fermata del bus si domandano a che ora potranno rientrare a casa. Facce perplesse, forse rassegnate, certamente amareggiate dalla terribile situazione che sta
attraversando a Reggio Calabria tutto il comparto del trasporto pubblico cittadino.
I lavoratori Atam sono sul piede di guerra ormai da mesi. Nonostante le proteste, i sit-in e gli incontri tra sindacati e istituzioni, non si riesce a venire a capo del contenzioso per il quale l’Azienda cittadina di trasporti vanta un credito complessivo nei confronti della Regione, Ente deputato all’erogazione dei fondi, per un totale di 22 milioni di euro.
Fondi peraltro in parte promessi lo scorso mese di luglio in uno degli incontri tra i rappresentanti sindacali ed i vertici del Comune e della Regione durante il quale si era stilato un cronoprogramma dei pagamenti ad oggi rispettato solo in minima parte.
E così dopo l’incontro delle sigle sindacali con i vertici di Palazzo San Giorgio, l’appuntamento in Prefettura che avrebbe dovuto tenersi ieri stato rinviato a lunedì, in attesa di fissare il confronto direttamente con i vertici della Regione. Da giorni ormai a Piazza Italia è stabile il presidio dei lavoratori con due autobus della linea urbana parcheggiati ad occupare la zona antistante Palazzo San Giorgio.
I sindacati sono sul piede di guerra. ”I lavoratori dell’Atam – dichiara in una nota Pasquale Laganà della Segreteria Provinciale Filt-Cgil – sono stanchi di annunci e di dichiarazioni. Sono indignati e si sentono offesi dai proclami falsi e tendenziosi espressi dal consigliere di maggioranza Minasi, proprio all’indomani delle parole dell’Assessore al ramo Luigi Fedele che annuncia l’incontro in Prefettura lunedì prossimo finalizzato a discutere della situazione economica del settore trasporti. Si tratta, quindi, di una serie di contraddizioni in seno alla Giunta regionale che, di fatto, non aiutano i dipendenti. Lavoratori che appaiono sempre più perplessi di fronte a un contesto così difficile”.
Una vicenda intricata che potrebbe peggiorare nei prossimi giorni. Con la riapertura delle scuole infatti è a rischio l’intero circuito della mobilità urbana. I servizi scuolabus previsti stentano a partire, mancando i fondi per la manutenzione dei mezzi e per il rinnovo delle Assicurazioni. Già nella giornata di oggi sono diversi i reclami che si registrano tra cittadini, lavoratori e studenti, impossibilitati a spostarsi con i mezzi pubblici. Inoltre, come conferma la nota di Laganà, ”decreto regionale dirigenziale comporterebbe, già da ottobre, dei tagli al comparto del trasporto pubblico regionale, toccando anche la stabilità lavorativa dei dipendenti Atam. Ciò significherebbe meno posti di lavoro, meno servizi e meno bus in circolazione per la città di Reggio Calabria. “Il decreto regionale – sottolinea ancora il rappresentante della Filt-Cgil – prevede un taglio lineare del 51% dei servizi. Il che si traduce in circa 500-700 posti di lavoro in meno sull’intero territorio regionale e, nello specifico a Reggio Calabria, a circa 70-80. Un dato preoccupante e allarmante, proprio in un periodo economico congiunturale così delicato”.
“Negli anni della precedente Giunta – conclude la nota di Laganà – l’azienda ottenne soldi sufficienti per circa un milione di chilometri che, in termini economici, significava più occupazione e più servizio alla mobilità, oltre che un aumento del parco busSoldi non corrisposti. Un’azienda a rischio bancarotta. Un piano regionale trasporti che, nei fatti, non esiste. Ecco qual è la realtà che oggi ci troviamo di fronte. Con 350 famiglie senza uno stipendio da luglio, a cui vengono indirizzati una serie di annunci mentre i periodi di azione si allungano: si dilaziona nel tempo ciò che dovrebbe esser fatto con immediatezza”.





