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    Oliverio Giunta

    Houston, abbiamo un problema. Beati voi che ne avete uno solo!

    di Giusva Branca – Se Apollo 11, invece di rivolgere a Houston il celeberrimo “abbiamo un problema” lo avesse rivolto alla Calabria si sarebbe sentita rispondere “beati voi che ne avete solo uno!”.
    Elencare la sfilza di problemi socioeconomici urgentissimi e sull’orlo (quando non oltre) della tragedia sociale sarebbe esercizio scolastico e anche inutile. Dunque ve lo risparmio.
    Quindi, partendo dalla polveriera di cui tutti siamo a conoscenza (il caso “Campanella” è solo l’ultimo in ordine di tempo) Oliverio  – e dunque la Calabria – di problemi ne hanno infiniti.
    In questa fase la madre di tutti i problemi pare la sfera politica, per la quale il Governatore (di che cosa visto che non Governa ancora non è ben chiaro…) si è ficcato in un imbuto nel quale risalire verso il vertice è impresa improba.
    Le dinamiche le conosciamo tutti bene, ormai, e la risultante anche, con una consiliatura che oltre 2 mesi (!!) dopo le elezioni ancora non ha prodotto né una Giunta (non mi si venga a dire che quell’aborto presentato e subito smentito dalla Lanzetta è una Giunta…) né un programma di Governo, né, ad esempio le Commissioni consiliari che dovrebbero lavorare; eppure i consiglieri lo stipendio lo prendono regolarmente, ma questa è un’altra storia…
    Dicevo che il piano politico del guaio in cui, anche a causa della sua testardaggine, si è cacciato Oliverio è non solo evidente, ma anche di difficile risoluzione, atteso che, dopo gli atteggiamenti di chiusura ricevuti, non pare che Renzi voglia praticare sconto alcuno e anche con 4 assessori soltanto, per un Giunta che Wanda Ferro ha tutte le ragioni del mondo per definire “monca e in ritardo” la quadra non si trova.
    Ma il guaio vero comincerà subito dopo e travalicherà l’aspetto politico per sfondare a testate il piano che più interessa ai Calabresi e che, per il momento, nessuno pare considerare: quello amministrativo.
    Cioè, una coalizione che ha vinto facilmente le elezioni e che finisce a far volare stracci e piatti anche solo per comporre la Giunta, evidentemente, a dispetto dei simboli e del dato numerico elettorale, una coalizione non è.
    Cioè Oliverio non aggrega e non può parlare a nome né di tutto il Pd calabrese né, tantomeno, a nome dell’intera coalizione, la qual cosa potete ben immaginare che genere di scenario schiuderà quando, prima o poi, bisognerà cominciare a governare, bisognerà compiere scelte dolorose con una coperta corta e strappata, bisognerà portare e tenere in pista – e che pista – un’automobile che si è già ribaltata numerose volte in parcheggio.
    Se fossimo in altri tempi, con altri sistemi amministrativi ed elettorali, Oliverio avrebbe dovuto da tempo rimettere il mandato in mano a chi glielo avesse conferito sciogliendo la riserva in senso negativo.
    Chi ha vissuto la fase repubblicana del proporzionale sa che esisteva anche questo tipo di scenario, tipico in assenza di maggioranze precostituite ex lege.
    In questo caso – giusto il sistema elettorale delle Regioni – il mandato giunge ad Oliverio direttamente dal popolo e la maggioranza, con oltre il 60%, è precostituita alla grande.
    Balle!
    Oliverio non è il capo di una maggioranza, Oliverio ogni santo giorno – e quanto di clamorosamente vergogonoso sta accadendo in queste settimane da incubo ne è l’amara conferma – è ostaggio di equilibrismi e ricatti dei quali lui pensava di essere più forte ma che lo hanno, fin qui da due mesi, reso ancora più debole agli occhi dell’intero Paese. Quegli stessi equilibrismi che renderanno impraticabile l’Aula.
    Un’Aula che già ora pare essere di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
    Apollo 11, ripetiamo…beati voi che ne avete uno solo!