• Sanità a Vibo Valentia, Lo Schiavo: «Basta ritardi e alibi sul nuovo ospedale»

    «Ho chiesto espressamente, attraverso una precisa interrogazione, di mettere nero su bianco la tempistica per la costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia. La risposta che mi è stata data è che nella primavera del 2026 la città avrà il suo nuovo ospedale. Una struttura sanitaria che dovrà essere in grado di ospitare fino a 339 posti letto. Questo, in sintesi, è l’impegno che la dirigente generale Jole Fantozzi ha preso in risposta alla mia interrogazione del 27 ottobre scorso, anche se avrei preferito che la risposta arrivasse direttamente dal commissario alla sanità, presidente Roberto Occhiuto».

    Lo afferma in un comunicato stampa il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, rendendo nota la risposta pervenuta ad una sua interrogazione, rivolta al presidente della Giunta regionale in qualità di commissario alla sanità, sull’emergenza sanitaria nel Vibonese.

    «Sul rispetto dei tempi di ultimazione e consegna del nuovo presidio ospedaliero – prosegue Lo Schiavo – si precisa però che la scadenza del 2026 è subordinata all’attuale “situazione di crisi del mercato delle costruzioni, in termini di aumento dei costi delle materie prime e delle forniture, nonché delle difficoltà di approvvigionamento dei materiali”. Formula aleatoria, quest’ultima, che non mi tranquillizza affatto ma che appare più che altro una comoda scusante in vista di prevedibili ritardi. Tuttavia, anche volendo sperare (e credere) che l’opera attesa da decenni dai cittadini vibonesi possa finalmente vedere la luce nel giro di 2 anni e mezzo, ritengo che questa non debba essere considerata la “panacea di tutti i mali” e continuo a chiedermi, nel frattempo, come si farà a garantire il diritto alla salute del territorio, vero nodo dell’interrogazione da me presentata. In replica ai quesiti sugli interventi da attuare per ripristinare condizioni lavorative adeguate per i medici dello Jazzolino di Vibo e sul reclutamento straordinario di medici da destinare al Pronto soccorso, la risposta viene affidata al Piano del fabbisogno del personale dell’azienda sanitaria che non fa che confermare le carenze d’organico e segnalare le figure da integrare, aggiungendo che tale piano è stato licenziato positivamente. Diventa quindi decisivo adesso procedere con i concorsi e le assunzioni, nella consapevolezza di essere di fronte ad una corsa contro il tempo che non consente più passi falsi e lungaggini perché ogni ulteriore ritardo comprime sempre di più l’offerta di servizi sanitari sul territorio e la tutela degli operatori in prima linea. Da questo punto di vista mi auguro che non cali l’attenzione sul “caso” Vibo Valentia e che la Regione garantisca il raggiungimento degli obiettivi assunzionali e non passi il principio dell’attesa inerme della realizzazione del nuovo ospedale. Ci sono decenni di ritardi e disservizi da recuperare. Lavorare costantemente e diligentemente per provare a colmarli deve essere la vera priorità del management sanitario e delle figure politiche chiamate a governare la sanità. È questa la più urgente partita da vincere prima di ogni altro ragionamento su norme fantasiose che riguardano il Palazzo (come quella sul consigliere supplente) o che incentivano comportamenti a rischio (vedi la legge sulle sale slot) che l’opposizione ha giustamente affossato».