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    Vibo: tavolo tecnico sul randagismo

    Sulla questione “randagismo” la città di Vibo Valentia, su scala nazionale, viene considerato uno dei capoluoghi di provincia “modello” e viene preso ad esempio per le scelte e gli standard di qualità adottati. Infatti, dai recenti sopralluoghi delle autorità competenti ai controlli, non ultimo quello dei NAS, i canili municipali ed il servizio nel suo complesso, è risultato essere ben organizzato sotto ogni punto di vista. Canili ordinati, un servizio veterinario d’eccellenza, rispetto degli animali, registri in perfetto ordine. Ciò nonostante, considerato che in varie zone della città circolano indisturbati cani randagi, preso atto delle lamentele che la cittadinanza rivolge quotidianamente al Comune, l’assessore al ramo Pasquale Barbuto ha riunito stamattina attorno a un tavolo tecnico i responsabili dell’Asp e quelli di Palazzo Luigi Razza con lo scopo di dare soddisfazione alle richieste della popolazione e soprattutto per valutare il da farsi per la risoluzione del problema.

    All’incontro, oltre all’esponente dell’esecutivo comunale, hanno partecipato il comandante dei VV.UU. Filippo Nesci e l’agente di polizia municipale responsabile del servizio Luciano La Gamba, il capo dipartimento del servizio prevenzione dell’Asp Francesco Massara ed il responsabile della struttura prevenzione animali e randagismo Filippo Laria.

    L’assessore Barbuto dopo aver introdotto i lavori rendendo noto ai presenti che l’amministrazione comunale investe somme ingenti che gravano sulla collettività e dopo aver premesso che sebbene vi siano tre canili a disposizione (quello comunale e gli altri di San Gregorio e Ricadi), in città si registra “Un randagismo diffuso ed anche in ragione delle lamentele dei cittadini, la situazione non è più sostenibile ed è pertanto necessario intensificare il servizio di accalappiamento sebbene sorga successivamente il problema del ricovero degli animali”.

    Il dottore Massara dopo essersi soffermato sul fatto che Vibo Valentia risulta una delle provincie italiane all’avanguardia nel fronteggiare la problematica e, nonostante una notevole riduzione della spesa sanitaria attuata in questi ultimi anni (“oggi spendiamo dieci volte in meno di quanto si spendeva nel passato per questo servizio”) ha asserito che “il problema del randagismo locale è limitato e spesso accade che alcuni dei cani accalappiati risultano essere di proprietà”. “Ciò nonostante – ha aggiunto il responsabile dell’Asp – vi è la necessità di procedere alla cattura di 15/20 animali con il conseguente problema di garantire loro la successiva ospitalità”. Ha così suggerito di “pensare alla creazione di una oasi nel vecchio Foro Boario cittadino”.

    Il suo collega responsabile della struttura dell’azienda sanitaria provinciale ha esposto nei dettagli come è organizzato il servizio sottolineando l’impegno profuso grazie al quale la città di Vibo Valentia risulta essere tra quelle italiane meglio organizzate ed in regola. Il dottore Laria ha poi elencato numeri e cifre dell’attività svolta in questi ultimi otto anni ed ha quindi evidenziato che in molti casi i canili municipali si trasformano in una sorta di “discarica abusiva di cani randagi di altri comuni del comprensorio”. Lo stesso veterinario dopo aver suggerito che “sarebbe opportuno favorire la elaborazione di progetti intercomunali per accedere ai fondi della U.E. grazie ai quali sarebbe possibile realizzare dei canili provinciali” ha successivamente spiegato che è necessario prendere dei provvedimenti nei confronti di coloro che “lasciano liberi cani adottati o di loro proprietà”.

    Queste le decisioni assunte al termine dell’incontro:

    A breve, un’azione congiunta di bonifica per eliminare i cani randagi esistenti sul territorio comunale

    Incontro in prefettura con i sindaci del territorio per favorire un accordo e mettere in piedi un progetto interprovinciale

    Organizzazione con le associazioni animaliste per lanciare una campagna di sensibilizzazione “Adotta un cane”.

     

    Vibo Valentia, lì 27.11.2008

     

    Il responsabile

    Antonello Nusdeo