Negli ultimi anni il concetto di agricoltura sociale trova terreno fertile fra le organizzazioni agricole e il terzo settore nella prospettiva dello sviluppo del nuovo welfare. Queste buone alleanze hanno dato vita all’esperienza delle fattorie realizzate con l’obiettivo comune di dar vita a reti sociali entro le quali i soggetti deboli possano trovare una risposta ai bisogni di inclusione socio-lavorativa, e autonomia abitativa. Anche in Calabria le fattorie sociali diverranno presto una realtà consistente. E Luzzi è città capofila di queste esperienza. Il Comune della media Valle del Crati con delibera del consiglio comunale del 30 settembre scorso ha approvato il progetto per la realizzazione del complesso “Benessere in Fattoria”, iniziativa che sarà presentata alla stampa ed alla cittadinanza lunedì 20 ottobre alle 9:30 presso la sala di rappresentanza di Palazzo Vivacqua. Sono soddisfatto di veder finalmente concretizzato il progetto “Benessere in Fattoria” – dice – il primo cittadino Manfredo Tedesco – mi riempie di orgoglio prima di tutto come cittadino e poi come sindaco. Il direttore dell’Asp cosentina Fanco Petramala interverrà sarà presente durante la conferenza, il progetto punta a realizzare strutture imprenditoriali che siano sì riabilitative ma soprattutto d’inserimento sociale e lavorativo per i soggetti deboli. Le aziende create saranno in grado, per la loro natura di inclusione, di creare un ciclo economico attraverso la vendita del prodotto, avvalendosi di forza lavoro da sempre messa da parte dal mondo professionale. Il sindaco Tedesco parteciperà relazionerà a Lamezia Terme il 25 e il 26 ottobre prossimo, sulla funzione sociale dell’agricoltura moderna nella terapia del disagio in Calabria, partendo dall’esperienza pilota di Luzzi, primo comune in Calabria ad ospitare una struttura simile. Il progetto proposto dalla cooperativa l’Incontro alla Regione Calabria, nasce come triennale ma per ora è stato accreditato con cadenza annuale, per il 3°settore saranno stanziati 180.000 euro, l’ente comunale da parte sua ha donato i terreni, la fattoria sorgerà a valle, vicino il mattatoio. L’esperienza delle aziende sociali potrebbe rappresentare la strada verso il ritorno del buono e saporito sulle nostre tavole con il valore aggiunto dell’eticità del prodotto stesso.




