“che poi io volevo solo continuare a cantare nelle navi, e invece ero giovane e sciocco, uno sciocco spavaldo che voleva mangiarsi il mondo, che voleva tutti ai suoi piedi allo schioccar di dita, volevo dimostrare di poter giocare con il potere, volevo il successo facile. Cosi scesi dalla nave in cui cantavo niente male e iniziai a saziare la mia fame di conquista, la mia sete di notorietà, ma sulla terra ferma la piovra iniziò a prendersi la mia vita un poco alla volta, un pezzo dopo l’altro.
Volevo dominare e invece fui dominato, era finzione il mio sentirmi al comando. Costruii città, ma per pulire i loro soldi, creai posti di lavoro per avere la croce dei chiamati alle urne, avevo una villa che portava il mio nome e fu la mia tomba, non avevo cavalli, ma era lo stalliere ad accompagnare a scuola la mia prole, mi teneva in pugno uno stalliere vi rendete conto? Ero soddisfatto del mio essere showman, ma il mio era un sorriso di plastica, di mio vi era solo l’involucro, una donna sinceramente mi amò, ma io la lasciai perché avevo bisogno di rinnovare la mia immagine, la mia linfa vitale, poi divenni come loro, ma non ero uno di loro, divenni un mostro, ma non ero mostruoso, che poi io volevo solo continuare a cantare nelle navi”
Piovasco






