A ottanta metri dalla riva, con il sole in faccia, le onde mi dondolano e ogni tanto uno spruzzo di mare mi bagna mentre sono in superficie sul pelo dell’acqua.
Ricordo che era notte: lo scirocco soffiava forte, la terra ad un passo, le onde altissime sollevavano di tanti metri il barcone su cui eravamo stipati. Poi un boato come lo scoppio di un tuono, la barca si spezza e le grida saturano l’aria. Il cielo diviene pesante. Mi aggrappo a qualcosa, erano tanti intorno a me: donne, bambini, uomini, occhi, cuori, gambe, braccia. Come tirato da un’inspiegabile forza venivo risucchiato verso il fondo; annaspo, non riesco a tossire, di colpo silenzio e buio.
Adesso galleggio e c’è una luce su di me. Le fa ombra un angelo di metallo con eliche come fossero ali, fa rumore, ho paura, poi porta il mio corpo verso il cielo, il mio corpo senza vita.
Piovasco





