• Reggio Calabria – Izzo pronto per il “Cilea”: “Esorcizziamo i problemi con un sorriso”

    di Grazia Candido – Confermato il successo della commedia “Tartassati dalle tasse”, il verace Biagio Izzo torna in riva allo Stretto, sabato 10 Dicembre al teatro “Francesco Cilea”, altro big protagonista della stagione artistica dell’ODA di Peppe Piromalli e lo fa, indossando i panni di Innocenzo Tarallo, imprenditore napoletano nel settore della ristorazione in balia di mille peripezie e problemi con il fisco.

    Una storia attuale, in due atti, dove il classico “self made man”, proprietario di un ristorante internazionale di sushi all’ultima moda, dopo aver fatto tanti sacrifici, avrebbe voluto godersi un po’ la vita, magari anche grazie a qualche piccola “furbizia” di contribuente.
    Ad anticiparci qualcosa, l’attore Izzo entusiasta di ritornare a Reggio Calabria per riabbracciare finalmente, il suo pubblico.
    Focalizzi l’attenzione sui problemi quotidiani degli italiani alle prese con la gestione familiare e le tasse che, mai come in questi tempi, hanno messo all’angolo i contribuenti. Eppure, anche in questo lavoro, riesci a strappare sorrisi e a donare spensieratezza. Come fai?
    “Questo è un argomento molto sentito, che attanaglia tutti gli italiani, ma noi abbiamo trovato un modo per esorcizzarlo parlandone con leggerezza, con grande ironia e, alla fine, la gente si riconosce e ci ride sopra. La missione del comico è proprio questa: trattare argomenti duri, tosti ma con il sorriso sulle labbra e di questo spettacolo, riusciamo a parlare di tasse, finanza e altri temi delicati con grande comicità. E’ un merito che mi prendo e con Eduardo Tartaglia con il quale ho scritto il testo e ne cura anche la regia, abbiamo trovato un equilibrio riuscendo ad esorcizzarlo. Poi, in tutto ciò che facciamo mettiamo amore, passione e questo è fondamentale per creare un buon lavoro”.
    Biagio, sinceramente, ma come è possibile che due parole che da sole evocano così tanta bellezza, “Equità” e “Italia”, quando si uniscono si contraggono dolorosamente?
    “Questa è la domanda che io faccio in scena al pubblico e ad oggi, ancora non abbiamo trovato la risposta definitiva. Entra in gioco proprio qui l’ironia dei protagonisti, ci aiuta ad affrontare l’atavico quesito”.
    Il testo che potrebbe apparire superficiale in realtà, tira fuori delle morali importanti.
    “L’argomento che trattiamo è tosto, può sembrare anche banale ma è pregno di tematiche importanti come il rapporto padre-figlia o marito-moglie, la vedovanza, il rapporto con le istituzioni e poi, tante situazioni che sfociano nel sociale. Nulla è scontato, alla gente piace la trama e il racconto è molto divertente”.

    Torni con l’Officina dell’Arte al teatro “Cilea”. Sei emozionato ma soprattutto, pronto a farti di nuovo travolgere dall’affetto dei reggini?
    “Assolutamente sì. Io vivo di emozioni, faccio questo lavoro per amore dello stesso ed entrare in un teatro che è casa mia, ovunque sia la località, è sempre entusiasmante. In un momento storico così triste e complicato, portare un sorriso è una sensazione indescrivibile di benessere. Fino a quando un attore riesce ad emozionarsi, a vivere quel palco facendo sue tutte quelle energie presenti allora, per lui c’è vita”.
    Ai giovani che vogliono fare questo mestiere che consiglio dai?
    “Qualsiasi sia l’intento che desiderano raggiungere, devono fare tutto il necessario per concretizzarlo. Questo mestiere è complicato, difficile, c’è invidia, tante gelosie ma se ci credi davvero, non ti ammazza nessuno. E poi, bisogna fare tutto con amore, passione e sacrifici. Se lo si fa solo per apparire, per qualche soldo in più, per notorietà, lascia stare: ci sono tanti bei mestieri che si possono fare”.
    E ai reggini cosa diciamo?
    “Intanto ringrazio l’Officina dell’Arte per avermi rinvitato e poi, sono felice di tornare a Reggio Calabria. Finalmente, ci possiamo riabbracciare, possiamo stare vicini e passare una bella serata all’insegna del divertimento e del teatro”.