di Grazia Candido – Va via in punta di piedi, lasciando un vuoto incolmabile e tanto dolore nella sua famiglia e in tutte quelle persone che, in questi anni, hanno avuto il privilegio di conoscerlo perchè il maestro Aldo Antonio Fiorenza non era solo un amico attento, premuroso e gentile ma era un galantuomo, un professionista della fotografia che riusciva ad immortalare tutto ciò che era invisibile all’occhio umano.
Del maestro Fiorenza sarà difficile, direi impossibile, dimenticare il garbo e la gentilezza che ne facevano una persona squisita, il suo sorriso bonario e gli occhi acuti e penetranti che riuscivano sempre ad infondere speranza e gioia anche quando tutto sembrava offuscato dal grigiore della vita.
Alduccio nostro, noi di Strill.it lo chiamavamo così, con suoi modi inappuntabili e il suo profondo senso di umiltà, riusciva a mettere colore in tutto ciò che faceva, ad imporre l’allegria che lo ha sempre contraddistinto anche nei momenti più duri.
In questi ultimi anni, ha lottato come un leone, voleva sconfiggere la “bestia” che si era presa il suo corpo e lo ha fatto con coraggio, pazienza e dignità coccolato ed accudito dalla sua splendida famiglia con la quale continuerà ad avere un legame che nemmeno la morte può spezzare.
Restano i ricordi di un gentiluomo, i suoi bellissimi scatti di un appassionato della fotografia che non voleva essere chiamato “maestro” ma lo era davvero perchè con lui tanti giovani fotografi sono cresciuti e diventati oggi bravi professionisti e quell’infinito amore che ha saputo donare senza se e senza ma, a chi lo ha conosciuto e voluto bene davvero.
Per ora ti diciamo ciao Alduccio nostro, continua a fotografare dall’alto tutto ciò che di bello riuscirai a scovare e nell’oscurità della notte, ritroveremo la tua luce che brillerà per sempre.






