La cultura si conferma perno della nostra scuola, nonostante il nuovo incedere della
pandemia, classi in DAD e docenti in quarantena, gli eventi culturali che da sempre
caratterizzano la Radice-Alighieri di Catona, non si arrestano, infatti il 18 dicembre,
presso la sede centrale della scuola secondaria di primo grado, del suddetto Istituto
Comprensivo, ha avuto luogo la presentazione della nuova opera letteraria dello scrittore
Giovanni Suraci dal titolo “Due verità svelate”
L’incontro, si è aperto con l’introduzione della D.S. avv. Simona Sapone che ha
presentato gli illustri ospiti, il dottor Elio Stellitano, primario ospedaliero da sempre
attratto dal mondo del sapere e in particolare dalla poesia attento ai problemi che
tormentano il nostro paese e in particolare alle connivenze mafiose che minano le
bellezze dell’Italia rendendola fragile.
Il dottor Pino Bova, presidente del Circolo culturale Rhegium Julii che si è affermato nel
panorama poetico calabrese e nazionale come una tra le più apprezzate voci della poesia
locale.
Ed infine lo scrittore dott. Giovanni Suraci, originario di Santo Stefano d’Aspromonte e
reggino d’adozione, dopo la pubblicazione e il successo dell’opera “Era fame di vita”
(Città del sole edizioni, 2016), Giovanni Suraci porta la Calabria, alla 59° edizione del
Premio letterario Campiello con il libro “Due verità svelate” pubblicato dalla casa editrice
“Città del sole”. Il libro oggetto della presentazione contiene un’originale storia
ambientata tra la Calabria e la Lombardia alla fine degli anni ’60. “Due verità svelate”, è il
secondo di una trilogia di romanzi che hanno l’obiettivo di evocare il fascino e l’identità
della Calabria, fuori dai canoni negativi che, spesso scontati, segnano purtroppo
l’immagine, mortificando le forze positive del territorio calabrese.
I relatori con grande entusiasmo hanno parlato dei ricordi della loro infanzia, del loro
rapporto con la scuola e dell’importanza pregnante, che essa ha nella formazione della
nuova generazione e della futura classe dirigente, il dottor Stellitano, supportato dalla
proiezione di un suo elaborato in cui illustrava il primo volume della trilogia dei romanzi
di Giovanni Suraci, spiegava, con dovizia di particolari, la storia di Santo Stefano
d’Aspromonte negli anni 60, incuriosendo i ragazzi con le immagini degli antichi
mestieri, della base americana ed altre particolarità. Gli ospiti, durante la seconda parte
dell’evento, hanno risposto con interesse e passione, agli interrogativi posti dagli alunni
che erano presenti in aula, agli allievi collegati dalle loro aule e da casa poiché in
quarantena per il covid. Il dialogo tra i relatori e il giovane pubblico è stato armonioso e
chiarificatore, gli alunni erano come rapiti dalle parole dello scrittore, dai suoi racconti
carichi di passione e di bellezza, così come la citazione di Fëdor Dostoevskij “La bellezza
salverà il mondo” che proprio i discenti sottolineano al maestro in uno dei tanti loro
quesiti.
Quesiti articolati e stimolanti, che hanno visto i relatori affrontare gli argomenti più
disparati, dalla loro formazione, alla criminalità organizzata, i rifiuti tossici, alle
prospettive per il futuro, fino ad arrivare alla fuga di cervelli, il tutto edulcorato da un
linguaggio fresco e comprensibile che ha appassionato i discenti, permettendo loro di
mantenere l’attenzione alta fino all’atto conclusivo.
L’incontro, organizzato da un team di docenti è stato fruttuoso sotto tutti i punti di vista,
tante tematiche sono state sviscerate, condotto e moderato da una dirigente scolastica
attenta alla formazione dei suoi allievi a 360 gradi, che ha saputo affrontare la crisi
pandemica senza mai mortificare gli elementi cardini dell’istituzione scolastica, la cultura,
la socializzazione e l’inclusione, non dimenticando l’innovazione tecnologica, infatti
attraverso i mezzi e la strumentazione digitale, di cui l’istituto è dotato e le competenze
di un eccellente animatore digitale, tutti gli alunni hanno avuto la possibilità di
partecipare e interagire, un plauso va a tutti gli attori dell’evento, auspicando che
questo sia il primo di una ricca serie di eventi culturali.
Angela Borrello e Simona Leanza






