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    Reggio Calabria – Da Gomorra in riva allo Stretto, Gargiulo: “La forza del Sud sono i nostri ragazzi”

    di Grazia Candido – L’attore quando va in scena oltre alla sua voce, al corpo, alle sue abilità deve dare al personaggio che interpreta, una sua credibilità in modo da consentire a chi lo sta guardando di entrare dentro quella realtà fittizia. Ecco perché è fondamentale per ogni interprete avere una sua personalità, non omologarsi agli stereotipi e mostrare ciò che ha dentro per riuscire a fare suo il ruolo assegnatogli.

    Lo sa bene l’attore napoletano Antonio Gargiulo, protagonista della serie tv “Gomorra”, in riva allo Stretto per il corso di formazione nel settore della cultura e dello spettacolo organizzato dell’associazione “Calabria dietro le quinte APS” nell’ambito del progetto “N.T.T. – New Theatre training” patrocinato dal Comune e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e sostenuto dal bando di Scena Unita in collaborazione con La Musica Che Gira e Music Innovation Hub.
    A pochi giorni dalla nuova serie “Gomorra 5”, ispirata al bestseller di Roberto Saviano e prodotta da Cattleya, in programma dal prossimo 19 Novembre, Antonio che interpreta Saro il primogenito del boss Gerlando Levante, non svela nulla sulle puntate ma una cosa ce la dice: “Interpretare Saro è stato divertente, nell’oscenità delle sue azioni, è stato molto interessante. Pensate, che feci un provino per Gomorra 1 e la casting Sara mi disse che con questo volto, avrei fatto fatica a partecipare alla serie. Poi, per fortuna, hanno cambiato idea. La parte più affascinante di questo lavoro è vivere momenti che non ci appartengono – afferma l’attore -. Per me, è catartico fare una persona spietata”.

    Durante la lezione con i ragazzi, Antonio fa capire che “sul set, in scena a teatro, l’attore è completamente da solo con la sua concentrazione e immaginazione e quello è tutto ciò che ha”.
    “Questi incontri formativi sono molto importanti, i corsisti si sono dichiarati tutti con poca esperienza in realtà, c’è un materiale umano molto interessante – aggiunge Gargiulo -. Per essere un bravo attore ci sono tante variabili e quello che ho apprezzato in questi due giorni, è la generosità dei corsisti, il concedersi al monologo. Ho chiesto ai ragazzi di portare un monologo a loro scelta, una storia che volevano raccontare e la cosa magica è che spesso, si è poco consapevoli ma quel dialogo racconta qualcosa di sé. E, quando entri in contatto con quella parte interiore, ti liberi ed entri in comunicazione. Credo che questa sia una linea sottile che deve avere ogni attore: far suo un pezzo e restituirlo emotivamente”.

    Antonio, laureato in Economia, napoletano doc da almeno 5 generazioni anche se dai tratti somatici sembra più un irlandese, è molto legato al Sud e proprio ai meridionali si rivolge per “abbattere le dicerie, i luoghi comuni che, spesso, ci penalizzano lavorando sodo e dimostrando quello che sappiamo fare”.
    “Credo che noi meridionali abbiamo una connessione con l’istinto molto forte, non abbiamo troppa difficoltà ad entrare in contatto con la pancia – conclude il famoso attore -. Il Sud è casa e la dimostrazione sono i ragazzi meravigliosi di Calabria dietro le quinte che, pronti a mettersi in gioco, sono riusciti in questi anni a creare un qualcosa di bello e costruttivo per la loro terra. Questa è la vera forza del Sud”.