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    Reggio Calabria – La psicoterapeuta Melissi: “Ho avuto un mio diritto ma non nella mia città”

    Riceviamo e pubblichiamo la lettera della dottoressa Melissi.

    Sono Rosaria Melissi, una psicoterapeuta reggina, affetta da Acondroplasia. Proprio per la mia disabilità fisica, da quando ho conseguito la patente, mi ritrovo a doverla rinnovare ogni cinque anni. Probabilmente qualcuno ricorda quando un anno fa, grazie alla tv e ai giornali, che ringrazio ancora, denunciai l’impossibilità di poter rinnovare la patente, presso gli uffici della medicina legale di Reggio Calabria. Un disservizio che durava e dura oramai da due anni che sembra dover rimanere un argomento tabù per la nostra città. Nessuno ne parla ma molti si lamentano. Quando circa due anni fa, andò in pensione il presidente di commissione invece che nominarne uno nuovo, si pensò bene di fermare l’intera burocrazia in tema di rinnovi di patenti speciali. Pensate quanto siamo speciali!! I dipendenti di quell’ufficio non seppero darmi indicazioni circa una risoluzione del problema, ma sapevano sicuramente illustrarmi i pericoli a cui andavo incontro, continuando a circolare con la mia auto. Uscita da lì, cominciai a denunciare la triste realtà tramite i social, le testate giornalistiche, la tv. Pian piano tanta gente che si ritrovava nel mio stesso stato cominciò a scrivermi: chi raccontando la sua storia, chi pieno di rabbia mi chiedeva di non abbassare la voce. Occorreva arrivare a tutta la popolazione, anche con canali di comunicazione più diretti, ma non per questo più morbidi. Così grazie all’idea di un’amica, mi rivolsi a Pasquale Caprì. Il nostro video fece più like di un articolo di giornale e questo mi confermò che l’ironia era un altro linguaggio utile. Colgo l’occasione per ringraziarlo per la sua delicatezza e la sua disponibilità.
    Ovviamente dopo tutto quel clamore cominciarono a contattarmi persone autorevoli e associazioni. Non capivo se lo scopo ultimo doveva essere aiutarmi o abbassare il volume su questa situazione… Parole su parole, piene di promesse che non sembravano riuscire a formulare una soluzione per giungere a un finale positivo. Telefonate, lettere, messaggi e poi tutto pian piano sbiadì. Ho provato tutte le vie ma ogni volta prendevo sempre una porta in faccia. Che strano! Perché dovete sapere che un’altra cosa che tranquillizzava tutti era la proroga di tutte le patenti in scadenza, per la situazione di emergenza da Covid 19: “tranquilla puoi continuare a guidare, lo dice il Decreto”. Ennesima coperta che copriva le crepe della sanità reggina. Quindi un diritto negato cambiava volto e diventava un permesso. Mandai email a programmi televisivi come “Le Iene” o “Striscia la notizia” ma nulla. Dopo diversi mesi, misi in pausa la mia battaglia, cominciando a maturare che a Reggio non potevo ottenere alcuna risposta. Forse potevo denunciare alle forze dell’ordine la situazione, ma in quel momento non vedevo alcun futuro….
    Fino a quando un giorno, organizzando una gita con amici, mi resi conto che non ero certo la persona più idonea per guidare fuori dalla città o addirittura fuori regione. Mi chiedevo: “e se mi succede qualcosa?”. Non era solo un diritto negato ma i silenti danni psicologici, sociali ed economici che nessuno nominava! Non voglio essere un’eroina in questa lettera. Tu che leggi queste righe lascia stare la mia forza di combattere, tu se come me sei una persona con una disabilità, sai bene cosa vuol dire non essere visti.
    Ritornando all’episodio tra amici, cominciai a maturare la decisione di rivolgermi ad un’altra città per il rinnovo. Girando sottosopra i social e i motori di ricerca scoprì l’azienda sanitaria di Vibo Valentia e la loro efficienza per quanto riguarda la commissione medico-legale. Mandai una Pec e nel giro di qualche settimana sono stata contattata. Oggi mi ritrovo con un rinnovo ottenuto mentre mi chiedo quali valori, quale etica riconosco alla mia città…Per questo capitolo sinceramente faccio veramente fatica a trovarli e a ritrovarmi… Ho il mio rinnovo ma sono delusa e arrabbiata…ho un grande fegato per assorbire i malumori di questa realtà ma comincio ad essere stanca di dover sempre alzare la voce. Penso a tutte quelle persone che la voce fanno fatica a farla venire fuori…popolazione reggina non girare gli occhi dall’altra parte…Spero che il futuro presidente della regione venga a conoscenza di questa triste realtà…