di Grazia Candido – E’ sempre il solito “film”. Le foto che corredano l’articolo mostrano, nuovamente, il degrado del cimitero di Modena ripulito nei mesi scorsi da alcuni volontari che, con scope, rastrelli e palette avevano restituito ad uno dei campisanti della città, il decoro che merita.
Oggi, però, la situazione è la stessa di qualche mese fa: l’ingresso è sommerso da rifiuti, erbacce, fiori secchi lasciati a terra e sulle scale, bottiglie e bidoni di plastica accatastati vicino le tombe, la camera mortuaria piena zeppa di cumuli di immondizia, marmi abbandonati, corone di fiori secche e topi che scorrazzano tra le montagne di rifiuti raccolte nei corridoi del cimitero.

Chi giornalmente va a trovare i propri cari, oltre allo scempio, deve sopportare i cattivi odori di quella immondizia depositata negli angoli e vicino le fontane dove è impossibile riempire anche una bottiglia d’acqua. Per non parlare delle aiuole piene di rifiuti, sacchi neri ed erbacce secche.

“Questo è quello che si merita Reggio? – ci domanda un signore mentre sta facendo la sua quotidiana preghiera di fronte la tomba della moglie -. E’ un degrado assoluto, questa è la vera immagine di Reggio seppellita dall’incuranza e da un silenzio assordante delle istituzioni che non provvedono a ripulire i cimiteri, le strade, i condomini, la città. Ogni giorno, quando vengo a trovare la mia amata moglie, le chiedo perdono per tutto questo: i nostri cari non meritano tale indifferenza, tutta questa sporcizia, il costante menefreghismo. Però, è pur vero che se non hanno rispetto dei vivi, possono mai averlo dei morti?”.

A qualche metro di distanza, c’è una signora che prova a spostare con la scopa i rifiuti verso un cestino già abbondantemente sommerso da buste ed erbacce perchè proprio al piano terra, vi è la tomba del figlio e non riesce nemmeno a cambiare i fiori.

“Ho 88 anni e sino a che avrò la forza, verrò io qui da mio figlio a pulire e rinfrescare la sua casa. Non mi interessa dare la colpa a nessuno ma se questi amministratori hanno una coscienza e, soprattutto, hanno provato il dolore per aver perso un caro, devono ripulire i cimiteri affinchè i nostri defunti possano riposare in pace e nella pulizia – conclude la signora -. Con questo caldo ho paura che tutti i cumuli di erbacce e fiori secchi possano prendere fuoco e danneggiare le tombe. Vi prego, fate qualcosa e consentiteci di venire a trovare i nostri cari in sicurezza”.
Se chi riposa in quei luoghi potesse per una volta riparlare, chissà, magari direbbe: “ciò che siamo sarete, ciò che siete fummo”.











