di Grazia Candido – “La cosa più pericolosa da fare in questa vita è rimanere immobili”. Angela Villani, mamma del piccolo Matteo, bimbo autistico di 6 anni, è oramai da anni nella palude della disperazione e quando la sua vita e quella del figlio sembra intravedere uno spiraglio di luce, questa immediatamente è oscurata da un buio fitto.
Ma mamma Angela ha sempre dimostrato il suo coraggio e l’infinito amore per tutti i bambini autistici che implorano le istituzioni ad aiutarli, a garantirgli quelle cure necessarie per la loro sopravvivenza.
In questi anni, Angela Villani ha raccontato lo strazio e le lunghe attese di suo figlio Matteo e di altri bambini che, quotidianamente, aspettano di poter fare le terapie per essere un giorno, forse, autonomi e quella “mamma coraggio” con dignità, ripudiando qualsiasi forma di compassione, ha rivendicato il diritto alla salute denunciando tutto ciò che non va in una società che si reputa all’avanguardia, moderna, vicina ai suoi cittadini.
Ebbene, Matteo e la sua mamma dopo varie battaglie, ordinanze emesse dal tribunale di Reggio Calabria e atti firmati che garantiscono le terapie con metodo Aba al figlio, si ritrova di nuovo a protestare il prossimo giovedì davanti alla sede dell’Asp in via Diana alle ore 10,30.
Angela non sarà sola, insieme a lei, ci saranno altre mamme che urleranno la loro disperazione facendo sentire la voce dei bambini che “purtroppo, non possono esprimere il dolore che hanno, ma lo faremo noi genitori”.
“L’umanità è divisa in tre classi: coloro che sono immobili, quelli mobili e coloro che si muovono – spiega mamma Angela -. I genitori dei bambini autistici si muovono e lo faranno sempre affinchè i nostri piccoli abbiano una vita degna e, soprattutto, assistenza. Sono anni che le istituzioni provano a zittirci, prendendo tempo, garantendoci le cure per i nostri figli e quando tutto sembra sbloccato, ricadiamo in quella trincea di “non so”, “non dipende da noi”, “non possiamo pagare le cure” che mortifica i bambini. Io non mi arrenderò mai, mio figlio e tutti i piccoli autistici non sono mostri ma creature bellissime da sostenere ed aiutare perché categorie fragili”.
Angela non ha mai visto la malattia di suo figlio come “una crudeltà e nemmeno un castigo, ma un correttivo, uno strumento di cui si serve la nostra anima per indicarci i nostri errori, per impedirci di commetterne altri e per riportarci sulla via della luce dalla quale non avremmo dovuto mai allontanarci”.
“Non chiediamo nulla ma vogliamo che l’Asp di Reggio Calabria rispetti la sentenza del tribunale e mantenga le promesse fatte – conclude la signora Villani -. Se nemmeno una sentenza di un giudice riesce a tutelare il diritto alla salute, quel diritto base che è sancito nella nostra Costituzione, cosa possiamo fare? Io non voglio sussidi economici, chiedo solo il rispetto di un’ordinanza, le cure per mio figlio e il rispetto che si deve ad un bambino ed alla sua famiglia”.






