“Se a Reggio Calabria percorriamo strade disastrate, se a volte apriamo un rubinetto e non esce l’acqua, se i nostri ragazzi non hanno a disposizione spazi adeguati dove studiare, giocare e praticare attività e sportiva la responsabilità sono ben note e hanno più di un nome e cognome”.
Con queste parole il comandante provinciale della Guardia di Finanza Flavio Urbani ha voluto presentare l’ennesima operazione che ha scoperchiato una rete di malaffare che ha depredato Reggio Calabria.
Leggi anche: I NOMI DEGLI ARRESTATI
Tanto denaro pubblico che ha finito per avere destinazione diversa da quella per cui era stato investito. “Decine di milioni di euro – rivela Urbani – allo scopo per garantire servizi di primaria importanza, tra i quali mi piace ricordare la manutenzione della rete stradale e della rete idrica, delle scuole, del verde pubblico e degli impianti sportivi”.
Un disegno criminale frutto di un sistema, definito da Urbani in maniera chiara: “Patto scellerato tra politica deviata, imprenditori disonesti e criminalità organizzata, denaro pubblico per svariati milioni di euro è finito nelle mani delle cosche reggine”.






