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    Presentato il Rapporto 2019 sull’economia della Città Metropolitana

    di Grazia Candido – Presentato alla Camera di Commercio il Rapporto 2019 sull’andamento dell’economia della Città Metropolitana. Uno studio dettagliato che riassume il sistema economico locale cogliendo le principali tendenze in atto relativamente alla produzione di ricchezza, alle dinamiche demografiche delle imprese, al mercato del lavoro, ai rapporti tra le aziende e il sistema creditizio, all’interscambio commerciale e all’andamento dei flussi turistici. Ad illustrare il report, il presidente dell’Ente camerale Ninni Tramontana, il sindaco Giuseppe Falcomatà e il Rettore dell’Università Mediterranea Marcello Zimbone.

    “Oggi presentiamo questo rapporto sull’economia di dati relativi all’anno trascorso, un 2018 che ha dei segnali positivi seppur minimi per l’economia della Città Metropolitana. Ovviamente, c’è tanto da fare e il ruolo della Camera di Commercio diventa sempre più determinante per garantire le condizioni migliori affinchè le imprese possano attuare processi innovativi nei modelli gestionali, di produzione, di commercializzazione – afferma il presidente Tramontana – Gli incrementi di percentuali ci fanno ben sperare e dimostrano che le nostre aziende e il settore economico sono vivi. Anche l’occupazione cresce con 7 mila unità, raggiungiamo la quota 146 mila addetti sull’intera Città Metropolitana, risultato più alto negli ultimi sei anni; diminuisce il tasso di disoccupazione sceso al di sotto del 20% e pure quello giovanile passa dal 60% al 52%. Quindi, dei segnali ci sono, ovviamente, rimangono alti rispetto alla media nazionale”.
    Il Presidente traccia le linee di intervento poste in essere dall’Ente camerale e i possibili indirizzi strategici da condividere per favorire processi di sviluppo socio-economico della Città Metropolitana.
    “Per quanto riguarda il turismo nell’anno 2018, gli arrivi sono stati circa 22 mila con una permanenza media di tre giorni. Cresce la presenza di turisti stranieri rispetto a quelli italiani ma per numerosità di arrivi e presenze la Città Metropolitana rimane in coda, anche nel contesto regionale – continua Tramontana – Rimane forte la criticità nei rapporti banche-imprese: nonostante le sofferenze siano passate da 399 milioni a 301 mln di euro, l’indice sintetico di rischiosità risulta pari al 30%. Ciò vuol dire, che circa 1/3 dei prestiti fatti alle imprese va in sofferenza. I dati del Rapporto sono importanti perché evidenziano punti di forza e di debolezza del nostro sistema economico e, allo stesso tempo, rappresentano la base su cui le Istituzioni possono costruire politiche di sviluppo locale”.
    Un concetto pienamente condiviso dal primo cittadino che “leggendo i dati ha la percezione che, seppur lentamente in un quadro generale oggettivamente confuso, a piccoli passi, l’economia reggina della Città Metropolitana si sta riprendendo”.
    “La ripresa è data anche dal numero delle imprese in più che stanno aprendo soprattutto, rispetto all’economia e l’imprenditoria giovanile. Naturalmente, ci sono cose che vanno migliorate e, rispetto al contesto storico che stiamo vivendo, bisogna aumentare la capacità delle nostre imprese di poter proporsi al mercato estero, a mercati emergenti perché questo darebbe la possibilità di galleggiare in una fase molto confusa – aggiunge Falcomatà – E poi, va implementata la più grande azienda, la più grande risorsa che abbiamo, il turismo: 220 mila presenze in città nel 2018 non sono poche ma dobbiamo guardare anche alle altre città dove le presenze sono ancora di più in aumento. Puntare non solo alla qualità ma alla quantità del tempo che, nella nostra città viene impiegato, e quindi, ancora di più, fare sinergie istituzionali”.
    In conclusione il Rettore Zimbone nel commentare “i dati economici che mostrano qualche flebile segno di conforto che però, deve essere interpretato come uno sprone perché ancora c’è tanta strada da fare” ribadisce che “le opportunità sono presenti in numero abbastanza rilevante ma bisogna saperle cogliere in tempi realistici”.
    “Credo che il fattore tempo diventa sempre più un fattore discriminante perché ormai, il mondo viaggia con una velocità molto elevata e se non stai ai tempi dettati dal Paese, rischi di essere tagliato fuori anche quando possiedi delle potenzialità e delle eccellenze – conclude Zimbone – Ritorna la necessità di prestare molta attenzione ai giovani perché il futuro del settore imprenditoriale è collegato a loro e gli investimenti che il Paese può fare su di loro è enorme. Bisogna però, essere pronti e il ruolo delle istituzioni e dell’Università è di far sì che i ragazzi investano nella loro formazione qui sapendo che ci sono delle opportunità di lavoro sul loro territorio in tempi accettabili”.