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    Reggio Calabria – Amore, umanità, professionalità del reparto di ematologia

    di Grazia Candido – Così come per qualunque opera realizzata da un pittore o da uno scultore, fare l’infermiere è una vera arte, richiede una devozione totale e una dura preparazione. La differenza tra un artista e un infermiere è che quest’ultimo non ha a che fare con una tela o un gelido marmo ma con il corpo umano, il tempio dello spirito di Dio. E chi riesce a donare, a prendersi cura del prossimo con estrema dedizione, è sicuramente un dono del cielo. Molti li chiamano “angeli” gli infermieri del reparto di Ematologia del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli”, meglio noto come Riuniti, diretto dal dottor Bruno Martino che, grazie anche agli ottimi medici del centro specialistico dedicato allo studio e alla cura delle malattie del sangue, hanno fatto conoscere una realtà ospedaliera che va aiutata e sostenuta. Così come tanti altri reparti dell’azienda sanitaria.
    Nella U.O.C di ematologia incontri professionalità altamente specializzate che fanno del Polo reggino un centro di eccellenza a livello nazionale ed internazionale. Una squadra invidiabile caratterizzata da personalità molto forti, intelligenti e compassionevoli sempre pronti ad affrontare i mali del mondo con dolcezza e metodo ma soprattutto, mettendoci sempre il cuore nonostante la cronica carenza di mezzi e risorse.
    Negli occhi degli infermieri del Day Hospital, Fiorella, Caterina, Francesca, Carmelo, Consuelo, sono il riflesso del nostro essere autentico, trovi la forza per affrontare la malattia, il coraggio di reagire, di riprenderti la vita. Il reparto di ematologia DH è un ambiente che ha unito la professionalità all’importanza dei sorrisi, delle parole gentili e di stimolo a non perdersi d’animo. E i pazienti, nonostante le dure terapie, finiti i cicli, escono ringraziando i loro angeli custodi con i quali quotidianamente, lottano per riconquistare la libertà.
    Sentiamo spesso parlare di malasanità e troppo poco di chi lavora dentro le strutture sanitarie e dei sacrifici che fanno, insieme ai malati, perché i mezzi mancano o ancor peggio, le risorse economiche per poter dare ai degenti un servizio migliore e degno. Ecco, in ematologia si prende coscienza di quanta umanità ci sia e soprattutto, conosci uno spaccato della sanità locale che ti segna e insegna.
    Sì, ti insegna a non mollare, a lottare per il tuo prossimo, a fare di tutto per aiutarlo a guarire o, semplicemente, ad alleviargli la sofferenza. Fiorella ne sa qualcosa e nelle sue parole quando ricorda il piccolo Davide, le lacrime gli bagnano il viso perché “quel bimbo era un figlio, un ometto che mi ha insegnato tanto e per il quale avrei fatto qualsiasi cosa per non farlo soffrire. Il camice che indossiamo non è una corazza, ogni persona che entra qui diventa per noi una mamma, un padre, un fratello, una sorella, un figlio da accudire e salvare. Devi entrare in empatia col paziente e subito devi saper trasmettere un pò di serenità e comprensione”.
    Quelle stanze del reparto contengono segreti, sogni e confidenze che i pazienti rivelano agli infermieri ma sono intrise anche di tante vittorie, lacrime, arrabbiature quando alcuni iter terapeutici prendono strade che non si aspettavano. Lavorare in ematologia significa vivere il dolore degli assistiti, tenergli la mano, dare una parola di conforto, trovare la forza di scherzare anche nei momenti più difficili.
    Gli infermieri e i medici diventano “nuovi amici” e anche se molti degenti indossano la mascherina dietro la quale provano a rendere invisibile la sofferenza, basta uno sguardo perso magari nel vuoto a scatenare la reazione di uno dei nostri angeli e capovolgere la situazione rendendo la giornata da grigia in rosa.
    Nella Divisione di Ematologia è particolarmente attiva la Sezione “Alberto Neri” dell’A.I.L. “Associazione Italiana contro Leucemie” i cui volontari assicurano l’accoglienza dei pazienti nel reparto di degenza e nel day hospital assistendoli in tutte le piccole e grandi necessità soprattutto, nei lunghi periodi di degenza.
    Altra importante associazione presente nel reparto è la “Linfovita” che ha come obiettivo quello di promuovere iniziative a favore dei pazienti affetti da linfoma e dei loro familiari ed è una guida per meglio comprendere la diagnosi e la malattia attraverso informazioni semplici e facilmente comprensibili. Insomma, in questo reparto si coglie l’essenza della nostra esistenza, si nota la squadra preziosa fatta di veri professionisti e premurosi volontari.
    La durezza del lavoro e le responsabilità che hanno giornalmente, fanno sì che gli infermieri e i dottori siano merce rara. E Reggio Calabria può vantare una merce davvero preziosa che, però, deve essere sostenuta a restare tale.