Il MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA SIBARITIDE è senza area condizionata. Quel che è peggio è che nessuno sa dire quando e se sarà riparata e/o se i visitatori – come è già successo – debbano rinunciare, a metà percorso, alla visita di quello che è e dovrebbe essere il principale polo culturale del territorio. Impossibile pagare il ticket di ingresso con una banconota da 50 euro, perché non si ha il resto. Ricorrere al POS? Utopia! – GROTTE DI S.ANGELO, impraticabili, poco fruibili e senza servizi igienici. Stiamo parlando di due dei principali marcatori identitari distintivi della Sibaritide e sui quali dovrebbe esserci attenzione massima, in termini di politiche per i turismi. Siamo invece all’anno zero.
È quanto denuncia Tonino TEDESCO, responsabile dell’ANDIRIVIENI TRAVEL, storica agenzia viaggi di CORIGLIANO ROSSANO che da anni opera nel settore dei servizi al turista, condividendo l’amara fotografia dell’ennesima serie di disservizi che appaiono ancor di più paradossali se inquadrati alla luce dei 18 milioni di euro spesi per la messa in sicurezza del parco archeologico e del Museo, i cui lavori sono stati recentemente consegnati.
Gli investimenti, gli sforzi e l’impegno degli imprenditori del turismo che lavorano in e per questo territorio – aggiunge – vengono mortificati e vanificati da una gestione fallimentare che, a tutti i livelli, non solo non premia e valorizza il sito culturale, ma che anzi lo penalizza, mettendo in seria difficoltà gli operatori.
Come si fa a spiegare ad un visitatore – continua TEDESCO – il motivo per il quale non esiste una, e dicasi una, didascalia tradotta in lingua inglese di questo o quel reperto conservato all’interno del Museo? O, ancora, perché se con l’autobus si procede da sud verso nord bisogna compiere ulteriori 12-13 chilometri in più per poter fare inversione ed accedere finalmente al Parco? Oltretutto il Parco non è indicato da nessuna segnaletica stradale; è mal mantenuto, sporco e con l’erbaccia alta. Stringerci nelle spalle ed accordare che mancano le basi elementari per fare turismo, ci sembra il minimo che si possa fare. Vogliamo continuare a promuovere questo territorio – conclude – ma vogliamo anche essere messi nella condizione di poter fare turismo. La situazione attuale è a dir poco vergognosa!





