Nel caso della anziana uccisa a botte in modo preterintenzionale, la polizia ha fatto luce su una serie di reati predatori nei quali i tre prendevano di mira soggetti deboli come anziani e donne
L’inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, fa luce su una serie di reati predatori posti in essere dai soggetti arresti per l’omicidio preterintenzionale e la rapina alla donna anziana. Dalle indagini svolte dalla Polizia di Stato è emerso che due indagati erano quotidianamente dediti alla consumazione di rapine su strada, furti e scippi nella zona sud della città, prendendo di mira soggetti deboli (anziani e donne), di cui studiavano le abitudini, gli stili di vita e i loro movimenti, prima di compiere l’azione delittuosa. Molti colpi sono stati sventati dalla Polizia prima che venissero portati a compimento dai rapinatori.






