• Home / In evidenza / Reggio Calabria – Comitato diritti psichiatria: “Subito un tavolo tecnico”
    Comitato diritti psichiatria

    Reggio Calabria – Comitato diritti psichiatria: “Subito un tavolo tecnico”

    di Grazia Candido – Un tavolo tecnico in Prefettura per lo sblocco ricoveri, la nomina del direttore Dsm (Dipartimento salute mentale) e una rete territoriale. Queste sono le richieste del “Comitato diritti psichiatria” formatosi dopo le ultime gravi vicende inerenti la gestione del settore psichiatrico sul territorio reggino. A sciorinare la mission del Comitato ma anche gli obiettivi che, da qui in poi, le parti interessate porteranno avanti, questa mattina presso la sede di Libera il responsabile Mario Nasone, Angelo Marra, Nuccio Barillà e Pasquale Neri.
    “La nostra è un’iniziativa che sorge a difesa dei diritti essenziali alla cura, alla salute e alla dignità delle persone che vivono quotidianamente il problema della malattia mentale – esordisce Nasone – In una situazione di disagio come quella attuale in cui manca una programmazione e si registra un evidente blocco dei ricoveri, si rischia di avere una degenerazione per i diritti delle persone con malattie mentali. Dopo tutte le lotte che sono state fatte per far chiudere i manicomi, non vorremmo che si facessero passi indietro rispetto a quello ottenuto negli anni ’70. Solleciteremo tutte le istituzioni, coinvolgeremo la Prefettura come Garante e le forze del territorio, affinchè si mettano in moto tutti quei meccanismi, sino ad oggi poco oleati a causa di una lenta burocrazia. Dobbiamo salvaguardare i diritti e risolvere i problemi di chi sta male perché abbiamo le capacità e le competenze per poterlo fare”.
    Tutte le richieste del “Comitato diritti psichiatria” sono supportate da Libera regionale, Arci, Caritas, Movi, Legambiente, Agape, Piccola Opera, Agedi, “tutte forze del territorio che si battono per l’affermazione dei diritti dei più deboli”.
    Lo sottolinea il rappresentante della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) Angelo Marra che aggiunge: “Siamo riusciti a creare una rete di persone che vogliono offrire un aiuto concreto a tutti gli ammalati che hanno bisogno di supporto psichiatrico e, purtroppo, non trovano risposte dal territorio. Non è tollerabile né ammissibile che un Paese civile non sia in grado di fornire adeguato sostegno e cure a chi ne ha bisogno costringendo i malati ad andare fuori Regione”.
    Il coordinatore di Libera Mario Nasone nel tracciare come si viveva nei manicomi definiti dal professore Catanoso “veri lager” dove i malati non venivano curati ma solo sedati e reclusi, in una sorta di “ergastolo bianco” contrario alla dignità umana e alla Costituzione, rinfresca la memoria con il lavoro svolto dallo psichiatra Franco Basaglia che introdusse un’importante revisione di ordine mentale negli ospedali psichiatrici.
    “Con la battaglia del cavallo di cartapesta, i malati di mente furono liberati – continua Nasone – Per Basaglia il malato non cessa di essere una persona e la macchina teatrale di legno e cartapesta di colore azzurro chiamata Marco Cavallo, nel 1973, divenne il simbolo della volontà di liberare i malati di mente da una psichiatria antiquata, fondata sulla reclusione, contro la quale lo psichiatra si batté fino alla riforma del 1978, che sancì la chiusura dei manicomi. A Reggio Calabria invece, fu don Italo Calabrò a far muovere qualcosa con i soggiorni sociali, una vera rieducazione. Che interessi o disinteressi ci sono per non risolvere i problemi di questo settore? – si domanda il responsabile di Libera – Noi presenteremo un esposto–dossier alle autorità competenti perché di una cosa siamo certi: il cambiamento può avvenire solo se le nostre mura interiori verranno distrutte”.