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    Lavoro, Slc Cgil, 16 novembre in piazza per Call&Call

    Lavoro, Slc Cgil, 16 novembre in piazza per Call&Call

    Per i lavoratori di Call&Call Locri il Ministro Calenda non ha profuso lo stesso impegno che per altri. Slc Cgil scende in piazza il 16 novembre

    “È di ieri la notizia della revoca definitiva di 65 trasferimenti di Almaviva da Milano a Rende. Con nota ufficiale inviata alle organizzazioni sindacali, l’azienda ha comunicato l’annullamento del trasferimento collettivo. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie al fattivo impegno del ministro Calenda che si è speso in prima persona, e molto di più attraverso Twitter, per bloccare il trasferimento dei lavoratori di Almaviva Milano verso la sede di Rende.
Apprezziamo l’operato e siamo contenti che l’alacre impegno del Ministro abbia prodotto buoni frutti, sarebbe stato inaccettabile ed alquanto iniquo e vergognoso se l’ennesima scelleratezza di Almaviva avesse avuto seguito”. Lo rende noto in un comunicato la segreteria regionale della Slc Cgil Calabria. “Ci preme però notare – sottolinea la segreteria del sindacato – che lo stesso impegno non è stato profuso dal ministro Calenda nella vicenda che ha visto coinvolto 129 lavoratori della Call&Call di Locri. A oggi infatti, dopo mesi di iniziative messe in campo dal solo sindacato, nella sordità totale del Ministro, la Calabria, e la locride in particolare, piangono la perdita di 129 posti di lavoro. Nel mentre in questa regione si svolgeva “Cantiere Calabria”, in cui si osannava l’azione politica della Regione Calabria a metà legislatura, alla presenza di ben 4 ministri, si consumava un dramma occupazionale nel silenzio del governo nazionale. Che la Calabria non fosse al centro dell’agenda politica nazionale è noto da tempo, la vicenda Call&Call Lokroi è un ulteriore dimostrazione plastica della disattenzione ai problemi di questa terra. Anche per questo il 16 Novembre – conclude – saremo in piazza a Catanzaro, presso la cittadella regionale, per sollecitare al governo regionale e nazionale un cambio di passo nelle politiche del lavoro per la Calabria”.