
hanno convinto nessuno. La prospettiva offerta non è ritenuta soddisfacente, nonostante le rassicurazioni sulla cassa integrazione (richiesta per tutti i lavoratori), e l’ipotesi di affitto del ramo d’azienda continua ad essere l’unica percorribile. La novità uscita dal tavolo svolto in Prefettura riguarda invece la possibilità di verificare tra i lavoratori la volontà di costituirsi in cooperativa ed eventualmente di partecipare al bando di affitto dei punti vendita che si vuole sponsorizzato dalla Regione Calabria, per garantire il massimo della pubblicità. “La cooperativa – ha detto Parrinello – ha un doppio vantaggio, nell’offerta economica e nel mantenimento dei livelli occupazionali, e lo svantaggio della limitata capacità finanziaria. Una ipotesi, quella della costituzione di una cooperativa che dovrete discutere coi sindacati, mentre nel giro di sette giorni convocheremo, con il coinvolgimento della Regione, un’assemblea aperta a Confindustria, Confcommercio e i rappresentanti di categoria per presentare uno schema di bando appetibile sperando di individuare un imprenditore con capacità economiche sufficienti a trattare i contratti di tutti gli affitti dei punti vendita”. Bando che Parrinello vorrebbe mandare in gara già entro la fine del mese per riuscire ad affidare i punti vendita prima di Natale. Il Commissario non ha nascosto le molteplici difficoltà incontrate in questa delicatissima vertenza, ma i lavoratori continuano ad essere assolutamente insoddisfatti…
Una giornata intensa
Hanno scelto l’ultimo giorno concesso alla politica cittadina per occupare la sala del Consiglio comunale. Proprio mentre i capigruppo erano riuniti per definire il documento unitario di sostegno ai lavoratori della Gdm, raccolti nella sala delle adunanze ad ascoltare cosa aveva da dire il commissario giudiziale Marcello Parrinello, reduce dal tanto atteso incontro in Prefettura, si consumava quello che sarebbe stato l’ultimo atto politico del palazzo più chiacchierato degli ultimi tempi. Il sindaco Arena, giunto subito dopo la relazione di Parrinello, non ha fatto neanche in tempo ad incontrare quelle centinaia di lavoratori che chiedevano un segno non tanto al primo cittadino, quanto alla politica locale, accusata di essersi disinteressata della loro questione. Il tempo di salire le scale, una telefonata, l’abbandono del palazzo. Arena non è più il sindaco della città. Il Comune è sciolto. I problemi rimangono.
Anche perché la giornata dei lavoratori della Gdm è iniziata nel primissimo pomeriggio, in attesa di una schiarita rispetto alla complicata situazione. Il raduno a Piazza Italia era fissato alle 14. Striscioni e cartelloni accompagnavano il crescente numero di lavoratori. Pochi minuti e la decisione di occupare un simbolo della città che, di lì a poco, avrebbe conosciuto la fine di un’epoca. Un modo per aumentare la pressione nei confronti degli attori che in Prefettura avrebbero dovuto continuare a cercare una soluzione per circa 600 persone che da mesi ormai sopravvivono alla quotidiana assenza di lavoro. Con compostezza e grande dignità l’operazione “occupazione” andava in porto. L’aula consiliare straripava di gente.
“Abbiamo costruito e portato avanti una realtà che ci vogliono portare via – ha detto Caterina Torino, una lavoratrice, introducendo Mimmo Nasone di Libera -. Lottiamo insieme e dimostriamo all’Italia che Reggio Calabria non è solo mafia”. Accanto a lei il coordinatore reggino dell’associazione guidata da don Luigi Ciotti: “Questo – ha esordito – è un momento fondamentale della vostra lotta. Quando padri e madri, sono uniti giungendo a compiere un gesto eclatante vuol dire che siamo vivi”. Nasone ha parlato del lavoro come di un diritto e non di un favore da chiedere al potente di turno, ma ha anche ammonito: “Tante volte le varie realtà imprenditoriali non funzionano, ma le aperture e le chiusure non le decidono gli imprenditori, ma il potente mafioso di turno”. Poi il consiglio paterno: “Abbiate gli occhi aperti – ha concluso Nasone predicando unità – il diritto a rivendicare un lavoro è giusto, ma a questo punto vi invito a individuare i veri obiettivi della vostra lotta”. Intanto, il tempo passava tra un intervento, qualche applauso e tanta speranza. C’è chi chiede l’intervento dei consiglieri comunali, chi dell’assessore regionale al Lavoro e chi ancora avrebbe voluto spostare l’incontro in prefettura proprio nell’aula occupata.
Solo intorno alle 18,20 i sindacati guadagnavano la sala delle adunanze di Palazzo San Giorgio per riferire gli esiti dell’incontro. Il clima si faceva teso, quasi surreale. I sindacalisti accennavano ad un nuovo percorso intrapreso, annunciando entro sette giorni un nuovo tavolo istituzionale che avrà anche il compito di rendere il bando di affitto dei punti vendita più appetibile tale da comprendere l’intera azienda con tutto il personale. I lavoratori però si mostravano impazienti e chiedevano a gran voce l’intervento del commissario Parrinello. Che, come detto, non ha soddisfatto le aspettative. E così, dopo aver abbandonato il Comune, stamane sono andati a portare le loro rimostranze davanti all’Hotel Excelsior, bloccando le vie limitrofe.
cl.la.




