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Gioiosa Ionica (RC),Associazione Comma Tre:''Non sulla pelle dei nostri figli''

13 Marzo 2012
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
0
Di seguito la nota diffusa dall’Associazione di Volontariato Onlus ”Comma Tre”:
Apprendiamo che è stato pubblicato un bando per la selezione di “personale idoneo da utilizzare nel progetto di assistenza domiciliare ai disabili gravi e persone non autosufficienti”.

Come associazione “Comma Tre”, costituita nell’autunno scorso da decine di mamme e famiglie di figli con handicap, gridiamo tutta la nostra indignazione e contrarietà contro le modalità con le quali si è pervenuti a questo atto, prodotto dai diciannove Comuni del distretto socio-sanitario Nord, con capofila Caulonia.
Stiamo parlando delle risorse attribuite agli enti locali dal fondo per la non autosufficienza anno 2009, soldini che dovrebbero servire, in teoria, a dare delle risposte ai bisogni delle persone con handicap e delle loro famiglie.
Come viene interpretata invece la cosa? “Dare delle risposte lavorative alle donne che vivono situazioni di bisogno economico”. Ecco che quindi viene fuori un avviso pubblico, per selezionare gli operatori/operatrici.
Si rimane sbalorditi di fronte alle modalità di selezione, ai requisiti richiesti per poter partecipare alla stessa, ai criteri per l’attribuzione dei punteggi. La prima cosa che balza agli occhi è che non viene richiesto un curriculum vitae. A seguire, il fatto che non viene previsto un colloquio. Guardando invece la tabella dei punteggi, si nota che vengono privilegiate le persone che hanno figli a carico, padri/madri nubili, separati, divorziati o vedovi, con coniuge detenuto. E poi, ancora, più punti per chi ha figli disabili, figli minori ed un basso reddito.
Insomma, si è costruito l’identikit di persone che vivono in situazioni di disagio socio-economico. Tanto di cappello per queste circostanze, ma dove è scritto che queste persone siano adatte ad occuparsi dei nostri figli con handicap? Vi rendete conto che, spesso e volentieri, si tratta di situazioni con disagi così grandi che sarebbero loro stessi oggetto di assistenza e di progetti specifici?
Se si vuole dare risposte a quel tipo di disagio, create dei progetti specifici, tipo la manutenzione del verde pubblico. Al massimo, si potrebbe verificare che, se si tratta di persone inadeguate allo scopo, appassisce una pianta di rose. Sui nostri figli, invece, fanno danni!!!!!! E noi non lo possiamo consentire. Nello stesso tempo non siamo neanche disponibili a rinunciare ai servizi, già di per sé scarsi. Conosciamo troppe famiglie che, all’arrivo delle operatrici in casa, offrono loro un caffè e nulla più, “tanto che cosa sono in grado di fare per le nostre esigenze, nulla di nulla”. Queste situazioni sono gravissime.
Chiediamo con forza, quindi, che le poche risorse disponibili siano utilizzate in modo adeguato!!!!! Chiediamo che le assunzioni siano fatte sulla base di valutazioni di curriculum e di colloqui, chiediamo che siano assunte le figure professionali adeguate alle nostre esigenze (logopedisti, educatori ed operatori professionali, gente che abbia esperienza nel settore e, soprattutto, forti motivazioni etiche).
Il solo bisogno economico di queste persone non può essere sufficiente a motivare una loro assunzione nei progetti che riguardano l’assistenza sociale di persone con handicap. Di ciò se ne dovrebbe rendere conto anche il più deficiente di chi è preposto a gestire queste dinamiche.
I bisogni e le esigenze dei nostri figli sono molto più complessi di questa gestione semplicistica e superficiale delle risorse economiche.
Diciamo con forza che questo metodo non va bene e vi invitiamo ad annullare l’avviso pubblico di selezione.
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