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Reggio: 22 condanne per processo "Cosa mia"

10 Gennaio 2012
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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tribunale
Si e’ concluso con 22 condanne ed una assoluzione il processo con rito abbreviato davanti al gup di Reggio Calabria, Antonino Lagana’, ad altrettanti presunti affiliati alle cosche della ‘ndrangheta della zona di Palmi. La condanna piu’ pesante, 18 anni di reclusione, e’ stata inflitta a Umberto Bellocco,

indicato come il capo dell’omonima cosca. Otto anni di reclusione sono stati inflitti ai fratelli Antonino e Roberto Ficarra, ritenuti dall’accusa gli imprenditori di riferimento delle cosche. Condanna anche per le donne della famiglia. Italia Antonella Gallico, moglie di Giovanni Bruzzise, ucciso nel 2005, e’ stata condannata a nove anni di reclusione; Lucia Gallico, Maria Antonietta Gallico e Giulia Iannino ad otto anni e sei mesi. L’operazione che sta all’origine del processo, ”Cosa mia”, e’ stata condotta nell’aprile 2010 ed e’ stata poi ampliata con operazioni successive. L’inchiesta, coordinata dai pm della Dda di Reggio Calabria Roberto Di Palma e Giovanni Musaro’, e condotta dalla squadra mobile, ha portato gli investigatori ad avere conferma che i cantieri per i lavori di ammodernamento della A3 continuavano ad essere stretti nella morsa delle organizzazioni criminali che imponevano una tangente del 3% sugli appalti quale corrispettivo per la ”sicurezza”. Una circostanza emersa nella precedente operazione ”Arca”. E proprio dagli sviluppi di quella indagine, oltre a fare luce sul sistema estorsivo, gli inquirenti hanno ricostruito anche numerosi omicidi, alcuni dei quali risalenti alla guerra di mafia tra i Gallico ed i Bruzzise, che tra il 1980 ed il 1988 provoco’ la morte di 52 persone. Dall’operazione ”Cosa mia” ha preso il via anche un processo con rito ordinario contro una cinquantina di imputati che si sta svolgendo davanti ai giudici della Corte d’assise di Palmi. Ad alcuni degli imputati di quel processo sono contestati anche gli omicidi. (ANSA).

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