
E’ ormai evidente che al PD, dai suoi vertici nazionali fino alle più periferiche propaggini, sia venuta meno la ragione sociale del suo essere partito. Smesso di attaccare Berlusconi per la sua opera di governo, e costretto a dover giustificare l’attività di governo del
Presidente Monti, agli epigoni di quello che fu un partito non resta che cercare un nemico esterno, purchessia, che desse ai suoi dirigenti la opportunità di giustificare la loro esistenza davanti ai sempre più sparuti elettori e, nel contempo, di conquistare un qualunque spazio, che sia un titolino in spalla o anche un trafiletto, sui mezzi di informazione.
Che ciò fosse fatto dagli Sputnik di quella che fu la Sinistra, non ci appare strano; che lo faccia un partito che dovrebbe avere anche una tradizione di governo, francamente rattrista.
Lo spunto di questa riflessione è dato dall’improvvida nota del commissario De Maria, che chiede, buon ultimo, conto all’Assessore Tuccio del suo operato. Informo il buon De Maria che Tuccio ha già risposto a chi doveva, ribadendo le sue scuse verso chi poteva ritenersi offeso da una esternazione tanto sbagliata quanto privata.
Pertanto la questione dovrebbe, da parte di De Maria, considerarsi chiusa, anche se, ovviamente, nulla parrà a De Maria e ai suoi amici di cordata sufficiente a riparare l’offesa subita dal popolo ebraico, che è ben felice, per converso, di vedere le bandiere del suo Stato bruciare durante le simpatiche manifestazioni di affetto alla causa israeliana di cui tanta sinistra piagnona a comando si rende altrimenti protagonista.
Ma l’ottimo De Maria, probabilmente consapevole che non gli verrà data un’altra occasione per apparire così di frequente sui media, ne approfitta e spara a zero contro l’inerzia del Sindaco Arena.
Ora, è bene rammentare che una delle prime uscite pubbliche dell’Amministrazione Arena è stata quella di scoprire una targa, in via Giudecca, in ricordo della cacciata degli Ebrei da Reggio nel 1511; in quella occasione si è ospitato un rappresentante della comunità ebraica calabrese e si è svolta una suggestiva cerimonia che ha mescolato storia e ricordo di questi nostri concittadini di tanti anni fa.
Pare evidente che tale occasione sia sfuggita ai maggiorenti PD, intenti ad occupare solo la carreggiata centrale del Corso Garibaldi nei due sensi, dando così un “perchè” alla propria quotidianità: il sindaco spende con generosità la propria giornata ad affrontare e risolvere le tante necessità della nostra città; se gli organismi pensanti del PD spendessero anche solo un paio di ore a fare altrettanto, probabilmente si riuscirebbe a risolvere gli stessi problemi prima e meglio.
Purtroppo “ciascun del proprio cuor l’altrui misura”. Al solerte De Maria restituiamo la possibilità di scusarsi con il Primo Cittadino, costantemente e gratuitamente bersagliato da chicchessia. Allo stesso pieddino, la possibilità di esprimere giudizi e considerazioni su alcune cene particolarmente pericolose”.
Franco Germanò
Coordinamento PdL
Grande Città Reggio Calabria




