
Rinvio a giudizio per l’ex consigliere comunale di Reggio Calabria, Massimo Labate, accusato di concorso in abuso d’ufficio. Labate è stato rinviato a giudizio
insieme all’amico-segretario Enzo Pileio, a Francesco Giuseppe Quattrone e al boss Antonino Caridi. Le vicende sono le stesse per cui Labate è stato assolto in primo grado ed è attualmente alla sbarra in appello per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa: i contributi ricevuti per alcune iniziative patrocinate dal Comune di Reggio Calabria da alcuni gruppi che, nell’ipotesi accusatoria, sarebbero riconducibili al clan Libri di Cannavò. I fatti, dunque, del processo “Testamento”, che arriverà alla sentenza d’appello nei prossimi giorni.
Il Gup di Reggio Calabria ha quindi disposto il giudizio per Labate e gli altri soggetti accusati dal pubblico ministero Sara Ombra. Un rinvio a giudizio disposto nonostante gli interventi degli avvocati Corrado Politi e Andrea Alvaro, quest’ultimo, difensore di Labate, che aveva sostenuto come i fatti contestati all’ex consigliere di centrodestra, eletto a sostegno dell’allora sindaco Giuseppe Scopelliti, siano gli stessi del processo “Testamento”, per cui è ancora in corso il secondo grado di giudizio.




