Delle meraviglie del nostro pianeta Terra e delle leggende e misteri che hanno caratterizzato il rapporto uomo ambiente geografico, ne parlerà al Planetario Pythagoras, stasera alle ore 20.30 il Dott. Francesco Macheda, Dirigente provinciale del Planetario Pythagoras.
L’intervento, va anche a chiudere la Settimana della Cultura Scientifica, promossa a livello ministeriale e alla quale il Planetario Pythagoras ha aderito organizzando un ricco programma di eventi che hanno coinvolto la cittadinanza , gli studenti delle scuole della Città e della Provincia.
Generalmente l’uomo tende a considerare il paesaggio come qualcosa di fisso ed immutabile, sebbene egli avverta la portata dei cambiamenti sia a opera dello stesso che a causa di fenomeni naturali, (le foreste abbattute, la costruzione di strade ecc.). Eppure, dei grandi cambiamenti sono avvenuti e altri sono ancora in corso sul nostro pianeta. Infatti, dopo le epoche geologiche che videro la nascita della terra, i continenti hanno subito degli spostamenti alcuni mari si sono formati, altri sono scomparsi, grandi catene montuose si sono sollevate e poi sono state spianate dall’erosione mentre le calotte glaciali avanzavano e indietreggiavano periodicamente per migliaia e migliaia di chilometri. Un esempio importante del risultato dello scontro tra placche terrestri è dato dalla catena montuosa dell’Himalaya e dalla Cordigliera delle Ande, mentre un’esempio emblematico di azione erosiva del vento, delle acque e di atre intemperie è rappresentato tra gli altri, dai monti Musgrave in Australia (che nel corso di milioni di anni sono passati da 4.600 metri a 1.440 metri di altezza), dal Grand Canyon in Arizona (USA) , dalle dune Sahariane e dai fiordi norvegesi. Sottoposta a queste gigantesche forze naturali, la crosta terrestre è dunque ancora in continuo movimento, e grazie a questi fenomeni naturali, il nostro pianeta ha visto nascere delle meravigliose formazioni, delle vere e proprie architetture terrestri naturali.
Seguendo poi le più antiche scuole di geografi, sappiamo bene che è da sempre esistito un nesso di reciprocità tra l’uomo e l’ambiente; poiché l’uno ha da sempre esercitato un’influenza sull’altro. Grazie a questo fenomeno reciproco, e parlando di architetture terrestri naturali, non si può fare a meno di pensare allora alle leggende, alla mitologia e ai misteri che da sempre hanno evocato nella nostra mente i Navajos dell’Arizona, al mondo misterioso e secolare dei Tuaregh del Sahara, alle leggende degli aborigeni dell’ Ayers Rock Australiano, e dalle leggende sugli sherpa himalayani o alle gesta di navigatori dei Vichinghi e di Capo nord .




