Il cosiddetto “metodo Fallara” che ha proliferato nell’ambito di quel “modello Reggio”,di cui i fatti di questi giorni mettono a nudo, purtroppo, le illegittimità e gli sperperi a fronte dei virtuosismi che venivano pubblicizzati e utilizzati come cavalli di battaglia in varie tornate elettorali, è solo la punta di un iceberg di un fumus di illegittimità, che riguarda molti atti decisionali di giunte e dirigenti, che pervade gran parte degli Enti Locali e delle regioni della nostra penisola.
Personalmente, coadiuvato da alcune associazioni, sto portando avanti oramai da tempo una campagna per sensibilizzare i parlamentari con cui ho possibilità di dialogo sulla necessità di ripristinare,interessando il Parlamento, una forma di controllo preventivo sulla legittimità degli atti, che già esisteva, prima della modifica del Titolo V della Costituzione avvenuta nell’anno 2000. Questo provvedimento è stato l’atto finale dalle cosiddette leggi Bassanini ,che avevano pure consentito ai dirigenti degli uffici di poter determinare in autonomia degli atti di spesa e di gestione, previo indirizzo da parte degli esecutivi.
Le conseguenze di queste normative sono state, per molte casi, come affidare,la famosa “ pecora al lupo”. Da quel momento,infatti, si è avviato un sistema di illegittimità diffuse, fatte di inopportuni e costosi atti,perfettamente inutili per la collettività, tramite cui è proliferata a dismisura la spesa degli Enti Locali. Ed a mio modesto avviso, se la spesa pubblica in Italia è aumentata dai 100 miliardi circa di euro di 10 anni fa, ai 700 di oggi, uno dei motivi fondamentali è dovuto a tali modifiche legislative.
Inoltre, se pur qualche volta le illegittimità assumono l’aspetto di vere proprie illegalità penalmente perseguibili e la magistratura giunge ad individuare i colpevoli ,scarsi rimangono comunque i vantaggi per gli enti e le comunità a cui le risorse erano state sottratte, perché solo piccole quantità di danari vengono recuperati, in questi pochi casi in cui emergono “a posteriori” le nefandezze.
E’ necessario pertanto riportare i controlli preventivi da affidare con opportune nuove normative, se dovesse rendersi necessario anche di tipo costituzionale, ad esperti del diritto, scelti con metodi rigorosi ed inconfutabili.
Franco Romeo
Coordinatore Provinciale




