STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
mercoledì, Aprile 22, 2026
strill.it
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
strill.it
No Result
View All Result
Home CITTA Reggio Calabria

La potenza dei Serraino: secondo il pentito Fregona ”Ogni cosa che muove soldi li prendono loro”. Anche gli appalti dell’Hospice di Reggio Calabria

30 Settembre 2010
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
0

hospice

di Claudio Cordova – Le indagini sulla “nuova” cosca Serraino nascono nel 2009 e già nel giugno 2010 sembrano sul punto

 di portare una serie arresti. Poi, però, il rapporto sull’ala militare del clan viene rimpolpato da quanto gli inquirenti scoprono nell’ambito dell’operazione “Crimine” che, a luglio, porta all’arresto di un centinaio di affiliati alla ‘ndrangheta sull’asse Milano-Reggio Calabria.

 

Dopo la morte del padre Domenico Serraino, sarebbe stato il figlio Alessandro a prendere le redini della famiglia, un tempo conosciuta per il carisma del boss Ciccio, il “re della montagna”, assassinato negli ospedali Riuniti di Reggio Calabria insieme al figlio Alessandro, il 23 aprile del 1986. E’, in particolare, il collaboratore di giustizia Vittorio Giuseppe Fregona a illuminare gli investigatori sulla potenza raggiunta dal sodalizio criminale, originario della zona San Sperato – Cardato di Reggio Calabria: “Ogni cosa che muove soldi li prendono loro” dice ai Carabinieri che lo interrogano.

 

Fregona secondo gli inquirenti è un collaboratore attendibile e indica Alessandro Serraino come elemento di spicco del clan, mentre il cognato Fabio Giardiniere, tratto in arresto nell’operazione “Epilogo” sarebbe il suo braccio destro: “Ormai Fabio il genero (di Domenico Serraino, deceduto alcuni mesi fa, ndr), è Serraino […] tutti si devono rivolgere a lui, a San Sperato..”.

 

A San Sperato tutti si devono rivolgere ai Serraino, il pentito Fregona lo ripete più volte. Al pubblico ministero Giuseppe Lombardo ribadisce anche come l’attività principale della cosca non fosse la droga, ma la gestione degli appalti, anche dell’Hospice di Reggio Calabria:

 

DOTT. LOMBARDO           e quindi, no volendo droga, quali erano gli interessi della cosca Serraino? controllavano gli appalti della zona?

FREGONA    gli appalti certo. E…

DOTT. LOMBARDO           in che modo?

FREGONA    l’Hospice. Ogni lavoro che facevano, intervento o la clinica del risposo

DOTT. LOMBARDO           la casa di riposo?

FREGONA    mangiava Fabio. Certo!

DOTT. LOMBARDO           cioè tutti i lavori che bisognava fare

FREGONA    tutti, tutti. Tutto. A me mio cognato mi ha spiegato

DOTT. LOMBARDO           le assunzioni

FREGONA    certe volte ce ne andavamo a Gambarie per passeggiare e parlavamo, parlavamo… mi raccontava che a San Sperato c’è… non c’è sol.. da… a San sperato mangia solo Serraino.. Alessandro e suo padre 

DOTT. LOMBARDO           cioè è una zona esclusivamente loro

FREGONA    esclusivamente loro. Ogni cosa che succedeva

DOTT. LOMBARDO           e in quella zona controllano tutto?

FREGONA    Tutto

DOTT. LOMBARDO           ma c’è qualcosa che privilegiano?

FREGONA    fino a Cardeto a Mosorrofa

DOTT. LOMBARDO           eh! Tu hai detto l’Hospice, la casa di riposo, la casa di cura che cos’è?

FREGONA    e beh io…

DOTT. LOMBARDO           quindi lavori di ristrutturazione, forniture

FREGONA    ma Alessandro se ne occupa di ristrutturazione di edifici

DOTT. LOMBARDO           non c’è spazio per nessuno?

FREGONA    no! Assolutamente

 

La cosca, sempre per opera di Giardiniere, che gestiva la zona di San Sperato, distribuiva, in città e in provincia, insieme a un altro indagato, Maurizio Cortese, il caffè a marchio “Borbone”. Giardiniere non è uno scissionista: ha i suoi uomini, ma rimane sempre ben agganciato alla famiglia di riferimento. Così la cosca, pur ramificandosi, avrebbe mantenuto il proprio potere: l’ultima parola spetta sempre ad Alessandro Serraino.

 

Come scrive il Gip di Reggio Calabria che ha autorizzato gli arresti richiesti dalla Dda “dalle indagini è emerso che la cosca Serraino, grazie alle ramificazioni di cui gode sul territorio ed alla metodologia d’azione tipica di un’organizzazione di tipo ‘ndranghetistico, riesce ad incunearsi nei gangli vitali della comunità, imponendo la sua presenza in alcuni importanti settori economici”. In svariate conversazioni intercettate gli investigatori ascoltano gli indagati “fare la conta” dei numerosi bar che usufruiscono del caffè distribuito dalla cosca. E chi si ribella all’imposizione delle forniture passa guai: come il proprietario del bar Sirio di Reggio Calabria che subisce il danneggiamento del locale a colpi di pistola.

Post precedente

Operazione ”Epilogo”: giovani leve Serraino in summit a Polsi

Post successivo

Vibo: il Consiglio provinciale riconosce i debiti fuori bilancio causati da contenziosi giudiziari e approva l’equilibrio finanziario dell’Ente

Post successivo

Vibo: il Consiglio provinciale riconosce i debiti fuori bilancio causati da contenziosi giudiziari e approva l’equilibrio finanziario dell’Ente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it