Rammarica profondamente che l‘ennesimo incontro svoltosi sulla assurda vicenda del Progetto integrato di Mortara non abbia potuto concludersi con decisioni e atti volti a determinare svolte serie per realizzare un’opera importante e qualificante per la città di Reggio.
Saggezza vorrebbe – che certamente non manca al Sindaco facente funzioni Giuseppe Raffa e al nuovo Assessore alle attività produttive Giuseppe Plutino, animato da volontà realizzatrice – che dopo 30 anni da quando le istituzioni si sono posti, in particolare , il problema del moderno mercato, costituendo la Società Comarc; dopo lo stanziamento nel 1997 ,da parte della Regione, di 2 miliardi di lire per l’acquisto del terreno a Mortara; dopo 17 anni dalla decisione dell’Amministrazione Comunale di impiegare parte dei finanziamenti del Decreto Reggio per il Progetto integrato; dopo 14 anni dall’appalto e consegna dei lavori; dopo tutte le vicende accadute , i costi sopportati dalla collettività, le lotte svolte non ci si limitassi a decisioni interlocutorie, provvisorie, temporeggiatrici , ma energiche per dare slancio all’opera per il suo decollo.
Peraltro c’é anche da chiedersi: trascorso questo lungo tempo, a cui aggiungere quello che verrà, il Centro Agro alimentare, corrisponderebbe pienamente agli scopi e finalità previste?
Per ora la mancata realizzazione dell’opera non solo ha provocato un enorme danno alle categorie interessate, che non possono usufruire di servizi adeguati, ma danneggiato l’intera collettività giacché non consente alla stessa Amministrazione comunale di disporre di una area centrale della città – che da decenni soffre di un particolare disagio sotto l’aspetto igienico, del traffico, della circolazione, della legalità- per realizzare progetti urbanistici innovativi
E quindi sono necessari forti e rigorosi atti , volontà attuativa, coerenza e termini tassativi per realizzare il Progetto Integrato costituito, come è noto, dal mercato, mattatoio, sede Atam e Canile.
Per questo non è facile comprendere perché non si sia discusso ancora in Consiglio Comunale – nonostante il problema sia stato posto all’ordine del giorno – per valutare attentamente la situazione del Progetto integrato , decidere cosa fare dinanzi ai reiterati e colpevoli ritardi e se non ci siano validissimi motivi per rescindere il contratto per danno con l’Impresa.
Quello che assolutamente occorre evitare è lasciare la situazione bloccata ostacolando lo sviluppo economico e sociale e continuare negli incontri solo quando gli operai protestano per la mancata corresponsione delle retribuzioni da parte della Impresa per anticipare somme senza alcuna certezza sulle prospettive
Perciò opportunità e ruoli istituzionali da svolgere consiglierebbero risolvere il grave e incancrenito problema sul piano politico , ma – ove continue omissioni e inadempienze dovessero continuare – l’auspicio sarebbe che altri organi dello Stato preposti all’osservanza e rispetto delle leggi, si interessino e intervengano
Demetrio Costantino Presidente COMER




