Leggo con estremo interesse la nota stampa che Azione Giovani ha inviato sulla Festa del Primo Maggio.
Leggo e sinceramente non capisco. Forse mi sono perso qualche passaggio politico particolare o forse, e questo è davvero uno scoop,
i giovani di An (o Pdl , fate voi, non vorrei entrare in merito a questioni altrui) sono usciti dalla maggioranza che governa, e anche pessimamente , il Paese.
Mi chiedo come mai Ag non ebbe alcun sussulto di sdegno quando un ministro del governo, da loro sostenuto, ebbe a dire : ”In fondo il lavoro nero è un ottimo ammortizzatore sociale”. Questa aberrante affermazione, infatti, fu pronunciata dal ministro Renato Brunetta. Affermazione che, secondo me, tende ad assolvere, quindi, anche con la complicità del governo, tutti quegli (im)prenditori che, sulle spalle sul lavoro estremamente precarizzato dei lavoratori, si arricchiscono e speculano. E come dimenticarsi delle fantasiose, come del resto fantasiose sono le sue ricette per uscire dalla crisi, parole del ministro dell’economia Giulio Tremonti che, in barba alle quotidiane tragedie occupazionali del nostro paese, riuscì addirittura ad affermare che: “Il problema occupazione in Italia è un falso allarme”. Perché non dite che la causa dello sfruttamento e del precariato si chiama legge 30?
E che dire del decreto legge 1167-b,fortunatamente non firmato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e rinviato per la discussione alle Camere? Decreto che, pur senza farlo formalmente, aboliva sostanzialmente l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, introducendo la figura dell’arbitrato. Non è vero che il lavoratore o la lavoratrice possono scegliere. Quando si deve firmare un contratto di lavoro, quando si ha bisogno di lavorare e quando si sa che se si perde una occasione non è facile trovarne un’altra, non si è liberi di scegliere. Quindi si accetterà la condizione peggiore, pur di avere un lavoro. Si “sceglierà” la soluzione arbitrale proposta dal datore di lavoro, rispetto alla possibilità di rivolgersi al giudice, come prevede l’articolo 18, con tutto quello che ne conseguirà di vantaggio per il più forte (l’azienda) e di svantaggio per il più debole (il lavoratore).
Si aggiunga a questo l’istituto della “certificazione”, vero e proprio antesignano del contratto individuale perseguito dal ministro Maurizio Sacconi. Da domani si potrà “certificare” non solo il tipo di rapporto di lavoro, cosa già possibile oggi, ma anche singole materie contrattuali: ferie, malattia, persino salario. La certificazione avviene al momento di stipula di un contratto, che è anche il momento di massima debolezza per un lavoratore, come ha sottolineato il Presidente della Repubblica nel suo messaggio alle Camere. Qualora un lavoratore dovesse poi impugnare quella certificazione davanti a un giudice, questi dovrà attenersi alla volontà delle parti così come espressa nella certificazione stessa .Credo che i danni che il governo da voi sostenuto continua a perpetuare nei confronti della classe operaia siano sotto gli occhi di tutti. Mi fermo qui senza nemmeno menzionare tutti quei lavoratori che per via delle “allegre” gestioni finanziarie dell’amministrazione comunale presieduta fino a qualche giorno fa dall’attuale governatore della Calabria, si sono trovati e si trovano in enormi difficoltà.
Dopo tutto questo, davvero credete di poter rappresentare in modo coerente le ragioni dei lavoratori?
Filippo Burrone
Segreteria prov. Partito della Rifondazione Comunista-FdS




