“Dalla Costituente al Diritto di famiglia” è il tema dell’incontro promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos per ricordare la figura della senatrice Lina Merlin, nel 30° anniversario della scomparsa (1979), che si terrà martedì 24 marzo alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso con l’intervento della Dr.ssa Domenica Romeo, Presidente Anassilaos/Donna e la partecipazione di Ileana Sidari e Amanda Tympani dell’Anassilaos Giovani. Componente della Assemblea Costituente e prima donna ad essere eletta al Senato Lina Merlin può, ben a ragione, essere considerata una Madre della Repubblica. Quantunque il suo nome sia principalmente legato alla legge che aboliva la prostituzione legalizzata in Italia (legge n. 75 entrata in vigore il 20 settembre 1958), che porta il suo nome e che solo da qualche anno è stata, in parte, modificata, l’opera che la Merlin svolse prima nella Costituente e poi in Senato fu fondamentale per l’affermazione del principio giuridico dell’ uguaglianza dei diritti tra uomo e donna.
Nata a Pozzonovo, in Provincia di Padova, il 15 ottobre del 1887, maestra di scuola, fin dal 1919 aderisce agli ideali socialisti iscrivendosi al Partito Socialista. Scrive sul periodico “La difesa delle lavoratrici” che poi dirigerà. Alla morte di Giacomo Matteotti, al quale fu molto vicina, e che segna in Italia la svolta autoritaria del fascismo, comincia per la maestrina del polesine una militanza antifascista che la porterà più volte in carcere, procurandole sia il licenziamento dal posto di lavoro, per aver rifiutato il giuramento al regime, sia una condanna al confino in Sardegna. Prende parte attiva alla Resistenza e insieme ad altre donne (Giovanna Barcellona, Giulietta Fibbi, Laura Conti, Elena Drehr, Ada Gobetti e Rina Picolato) costituisce i “Gruppi di difesa della Donna. Partecipa alla guerra partigiana rischiando la vita in numerose azioni. Il 2 giugno del 1946 viene eletta alla Assemblea Costituente e quale componente “Commissione dei 75“, si adopererà per la tutela dei diritti delle donne. E’ grazie al suo impegno che l’art. 3 della Costituzione reca le parole “Tutti i cittadini…sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso”, una formulazione che oggi sembra scontata ma che al tempo non lo era, se si pensa che soltanto nel 1946 le donne avevano ottenuto il diritto di voto, con la quale veniva finalmente affermato un principio giuridico che avrebbe consentito nel corso degli anni il raggiungimento di piena parità di diritti tra uomo e donna, fin qui neppure pienamente raggiunto. Una parità alla quale la Merlin, puntò sempre e che non le impedì di porre attenzione, in fase costituente, ad altri punti importanti e significativi. Basti pensare all’opera di mediazione svolta nella formulazione del delicato articolo 40 della Costituzione, riguardante il diritto di sciopero. Il 18 aprile del 1948 viene eletta al Senato. È l’unica donna a far parte del Senato nella prima legislatura repubblicana, e fin da subito si dedica al miglioramento della condizione femminile in Italia. Il suo nome resta legato all’abolizione della prostituzione legalizzata nel nostro Paese. Una battaglia che spaccò il paese, condotta in Parlamento quasi in solitudine, che le alienò le simpatie dei “maschi” presenti nei diversi schieramenti politici, compreso il suo, che le costò gli attacchi della stampa, le ironie grevi dei comici, le rievocazioni nostalgiche dei “bordelli” da parte di scrittori e giornalisti, ma che fu una battaglia di civiltà. Negli anni che seguirono la Merlin continuò ad impegnarsi a favore della condizione femminile e contro le discriminazioni. Si adoperò per l’abolizione della dicitura “figlio di N.N.” che veniva apposta sugli atti anagrafici dei trovatelli; si impegnò perché in Italia i figli naturali fossero equiparati ai figli legittimi in materia fiscale; volle la legge sulle adozioni che eliminava le disparità di tra figli adottivi e figli propri e la soppressione definitiva della cosiddetta “clausola di nubilato” nei contratti di lavoro, che imponeva il licenziamento alle lavoratrici che si sposavano.




