Il periodo quaresimale non comprende solo i riti di preparazione alla Pasqua. Esiste una ricorrenza che coincide con la fine della stagione “fredda”, ed è la festa di S. Giuseppe, sposo della Vergine Maria, che cade il 19 marzo. Questo santo è il protettore dei derelitti. Grazie agli usi a lui collegati, molti di loro, in tempi passati, riuscirono a riscattarsi o, anche solo, ad avere un pasto caldo ed abbondante quando regnava la miseria più completa. La Festa di San Giuseppe si svolge domani pomeriggio alle 16,30, nel Borgo Antico di Mammola, centro medievale ricco di storia e tradizioni che durante l’anno richiama migliaia di turisti e vacanzieri di ogni genere. La Festa è organizzata dalla Parrocchia della Chiesa Matrice guidata dal parroco Don Alfredo Valenti, ha un fascino particolare per la tradizionale Processione per si svolge per le vie del paese, accompagnata dalla banda musicale, dove molti devoti portano a spalla la statua del Santo. Al rientro della Processione nella Piazzetta antistante alla Chiesa di San Giuseppe, si inizia a distribuire la pasta e ceci a tutti i presenti. Un gruppo di volontari del gruppo famiglia della parrocchia, ogni anno, accendono un gran fuoco, per cucinare i ceci in recipienti di terracotta e preparano una grande casseruola per bollire la pasta. Dopo la cottura dei ceci e della pasta si mescolano e si ottiene il piatto tipico di pasta e ceci, il tutto condito con olio extra vergine d’oliva e l’aggiunta di peperoncino piccante, tutto preparato alla vecchia maniera, così come vuole la tradizione. La ricorrenza di San Giuseppe, anticamente era considerata la Festa dei poveri, perché molti poveri potevano saziarsi di una minestra senza pagare, ma col passare del tempo è diventata un momento d’incontro di molti fedeli e turisti per stare insieme e degustare la pasta e ceci accompagnata da un buon bicchiere di vino locale, in un clima di festa folkloristica al suono di tamburi e antichi strumenti. Negli ultimi anni molti storici, giornalisti di riviste e giornali importanti si sono interessati di questa antica festa, che continua a svolgersi secondo la tradizione nel piccolo centro della vallata del torbido.
Nicodemo Barillaro




