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Melito Porto Salvo: dura nota dell’opera nomadi

23 Gennaio 2009
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo:

OPERA NOMADI – SEZIONE PROVINCIALE DI REGGIO CALABRIA

COMUNICATO STAMPA

 Mentre il piano di delocalizzazione del comune è fermo ormai da tempo per le scelte errate effettuate dall’amministrazione, nel  campo rom di via del Fortino a Melito Porto Salvo  20 famiglie   stanno affrontando le intemperie di un altro inverno nelle baracche fatiscenti .

In queste condizioni abitative sono costretti ad abitare anche 3 bambini affetti da gravi patologie  ai quali è assolutamente urgente assicurare condizioni igieniche normali.

Il finanziamento regionale che il comune di Melito Porto Salvo ha ricevuto dalla Regione Calabria per delocalizzare le famiglie rom sul territorio, è stato speso dall’amministrazione comunale in buona parte per acquistare degli alloggi molto vecchi e soprattutto localizzati in aree estremamente periferiche. Tali alloggi per le loro condizioni sono stati acquistati ad un costo relativamente basso. Il comune ha fatto la scelta errata di risparmiare sul prezzo di acquisto delle abitazioni per poterne acquistare qualcuna in più, visto che il finanziamento ricevuto era insufficiente per tutte le famiglie.

Ma in questo modo sono stati acquistati degli alloggi isolati dal tessuto sociale melitese  e per questo non  funzionali per l’inserimento sociale di queste famiglie che hanno un reddito molto basso .

I rom hanno rifiutato tali alloggi che li vedrebbero assolutamente emarginati dalla città,  e chiedono che gli venga assegnata un’abitazione nella periferia (non in quella estrema) di Melito P.S. dove ogni famiglia potrà mantenere la rete di relazioni che gli garantirà quelle attività lavorative sufficienti al loro  sostentamento.

La questione abitativa di famiglie che per decenni sono state escluse dal tessuto sociale, com’è il caso di queste famiglie rom, deve essere affrontato inserendoli all’interno del tessuto sociale e non escludendoli ancora una volta.     

Nei vari bandi pubblicati dall’Amministrazione comunale per l’acquisto degli alloggi ,grazie all’opera di sollecitazione effettuata  dell’Opera Nomadi, diverse agenzie immobiliari hanno presentato offerte di alloggi localizzati in zone meno decentrate rispetto agli alloggi acquistati,  ma il Comune puntualmente le ha rifiutate.

Il risparmio effettuato con questa operazione non ha permesso l’acquisto degli alloggi per tutte le famiglie, ma ha condotto ad uno spreco di risorse economiche che potevano essere meglio investiste. 

Ma quello che è più grave non è l’errore commesso nell’acquisto di questi alloggi, al quale sicuramente si potrà porre rimedio, ma è la volontà del Sindaco di continuare su una strada errata senza aprire un dialogo democratico con le famiglie rom.

Negli ultimi mesi l’Opera Nomadi ha tentato costantemente di riavviare la discussione con il Sindaco ma da parte del primo cittadino c’è stato un netto e chiaro rifiuto.

Nessun problema sociale e tantomeno questo si potrà mai risolvere senza che il primo cittadino mantenga costantemente  un dialogo aperto con tutte le famiglie.

L’atteggiamento “punitivo” che l’Amministrazione comunale ha assunto nei confronti della comunità rom, forse nella speranza di piegare i rom alle decisioni sbagliate dell’amministrazione, a nostro parere, non servirà a risolvere la questione ma se è possibile a peggiorarla.

Un segnale di questo atteggiamento è la decisione  di aprire al traffico una strada nel bel mezzo del campo rom, mettendo in serio pericolo i tanti bambini rom che in quello spazio giocano ogni giorno. 

Il finanziamento ricevuto dalla regione Calabria doveva servire a mettere a norma i tre alloggi popolari dell'”ex macello” già regolarmente assegnati da tempo alle famiglie. Ma nonostante le promesse dell’Ing. Maisano , dirigente del patrimonio edilizio, ad oggi i tre alloggi sono occupati senza che gli interventi indispensabili per rendere abitabili gli stessi siano stati mai realizzati.

 

Questa associazione invita nuovamente  il Sindaco a voler riprendere il dialogo con le famiglie in modo da rimettere in discussione il piano di delocalizzazione per trovare assieme una soluzione adeguata coinvolgendo.

 

 

 

Reggio Calabria, 22 gennaio 2009

 

 

Il Presidente

Sig.Antonino Giacomo Marino

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