
di Pasquale De Marte – Sarebbe stuzzicante l’idea di costruire una statistica sulla cifra pro capite che annualmente i reggini spendono per ripristinare i danni alla propria autovettura scaturenti dalle precarie – tanto per usare un eufemismo – condizioni in cui versa il manto stradale delle arterie della città.
Ammortizzatori, pneumatici, cerchi e braccetti sono le principali componenti che quotidianamente vengono messe a repentaglio dalle condizioni delle strade di Reggio Calabria.
“Problema atavico” sosterrà qualcuno, peccato che in passato vi era qualche via che veniva risparmiata da questo scempio che oltre ad essere un potenziale pericolo, rappresenta un pessimo biglietto da visita per una città che vuole farsi attenzionare a livello internazionale come “meta turistica” del Mediterraneo.
Al cittadino importa poco di chi siano le responsabilità, ma l’interesse è più che altro rivolto a quando si proverà a porre fine a delle vere e proprie trappole per chi, ad esempio, va in motorino senza dimenticare che la situazione dei marciapiedi, e quindi dei pedoni, non è certo migliore e scevra da pericoli.
Qualcuno disse: “E’ il prezzo che dobbiamo pagare per ottenere il metano che sta arrivando con decenni di ritardo rispetto al resto del mondo civilizzato”. Peccato che i lavori di metanizzazione, specie nelle zone centrali e più in vista della città, siano terminati da un pezzo.
Come se non bastasse, a render ancor più drammatica la situazione, ci si è messo il maltempo che, a Reggio, non sta certo di casa. Piogge torrenziali senza soluzione di continuità hanno contribuito ad esasperare situazioni già preoccupanti: buche che diventano voragini, lavori di rattoppo mal eseguiti che spingono i cittadini a chiedere al comune il rimborso per i danni subiti.
Per sistemare tutto ci vorrebbe la bacchetta magica, che nessun sindaco o amministratore può mettere sul tavolo della campagna elettorale.
Il metro della “situazione strade” di Reggio Calabria lo si può aver ancor più chiaro, dando un’occhiata a quello che è un po’ il fenomeno attuale tra i social network: Facebook.
Già, perché tra i vari gruppi che quotidianamente si vengono a formare, ve ne è uno che riguarda strettamente il tema, il cui titolo è abbastanza eloquente: “Sistemate le strade di Reggio!!!” (Clicca qui per accedere)
I tre punti esclamativi finali la dicono lunga sul quanto si sia stufi della situazione, mentre il rumore maggiore lo fanno le fotografie inviate dagli utenti che certificano una situazione che sta debordando dai limiti della sopportabilità.
L’immagine più rappresentativa? Indubbiamente quella di Via Quartiere Militare , dove alla mastondica struttura di Palazzo Campanella, l’ “astronave” dove si riuniscono i colletti bianchi della Calabria, si contrappone il desolante spettacolo di una strada che non sarebbe azzardato definire “gruviera”.
E ce ne sarebbero tanti altri di esempi da fare.
I campanelli d’allarme ci sono, adesso servirebbe la risposta concreta di chi amministra, sperando che non ci siano promesse (http://blogscopelliti.reggiocal.it/dblog/pubblicazioni.asp?d=20081217) disattese.
La si aspetta con fiducia.




