di Grazia Candido – “I precari non sono i figli di un Dio minore. Il Comune metta fine a una telenovela stucchevole offrendo finalmente, una stabilità economica, morale e sociale ai 116 Lsu/Lpu”.
Dalla sede dei Gruppi Consiliari di Via Giudecca parte la proposta deliberativa per la stabilizzazione
dei precari lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità dell’Amministrazione Comunale per “offrire una concreta occupazione ai giovani professionisti da anni, operativi sul territorio”.
Il tutto è stato minuziosamente sciorinato questa mattina dai consiglieri comunali Nuccio Barillà e Demetrio Delfino che, nell’esporre alla stampa, l’atto di deliberazione che sarà presentato al Consiglio comunale il prossimo 28 di Novembre, hanno ribadito più volte “la necessità di stabilizzare i lavoratori precari all’interno della dotazione organica del Comune o, in subordine, all’interno delle società partecipate”.
Ma facciamo il quadro dell’attuale situazione. Presso il comune di Reggio Calabria sono in attività 116 lavoratori precari, divisi in 57 Lsu e 59 Lpu in seguito all’avvio dei progetti inseriti nell’ambito della legge n. 196 del 24 giugno 1997 denominata “pacchetto Treu”. Questi lavoratori, molti dei quali laureati e qualificati con master e corsi di specializzazione, sono impiegati da 10 anni, in diversi settori dell’amministrazione comunale: in archivio e protocollo, cultura, istruzione e sport, manutenzione, politiche sociali, ecc. Nonostante sia trascorso molto tempo, “vivono una condizione destabilizzante e di permanente precarietà, rimarcano i consiglieri comunali, sia dal punto di vista economico che da quello morale perchè non hanno una sicurezza e una prospettiva professionale per il loro futuro”.
“I lavoratori precari subiscono l’ingiustizia di essere troppo qualificati e ancora oggi, si ritrovano a lavorare senza aver riconosciuti i propri diritti pur svolgendo servizi essenziali per la cittadinanza e coprendo deficit in termini quantitativi e qualitativi nell’organizzazione amministrativa. La loro utilità – sottolinea il consigliere Delfino – è riconosciuta dall’amministrazione che da 10 anni, rinnova i contratti di lavoro a tempo determinato, a progetto e tutte le altre tipologie, circa 45 di contratti atipici, ammesse grazie anche all’utilizzazione delle opportunità offerte dalla legge Biagi”.
Nel fare un breve riepilogo sui settori in cui sono impiegati i 116 precari, il consigliere comunista ricorda anche il bando del 2007 proposto dalla Giunta regionale della Calabria e al quale “il Comune non aveva voluto aderire, ma potrebbe accettare quello riproposto con delibera n. 550 del 4 agosto del 2008, per la stabilizzazione dei lavoratori impegnati in lavori socialmente utili e di pubblica utilità con il quale – rimarca Delfino – si prevede un incentivo di 40.000 euro per cinque anni (cioè 8.000 euro annue) alle amministrazioni pubbliche che assumano a tempo indeterminato un lavoratore Lsu/Lpu”.
“Quindi, le condizioni proposte dall’attuale bando – conclude il capogruppo del Prc – potrebbero rappresentare per le amministrazioni oltre che una buona opportunità, l’ultima possibilità per accedere a sostegni finanziari certi, impiegati per la stabilizzazione dei lavoratori precari”.
“Questa non è una delibera demagogica ma uno strumento concreto per risolvere un problema annoso per il nostro territorio. Dietro il numero 116 – tuona il consigliere Barillà – ci sono storie diverse di giovani altamente qualificati che hanno rinunciato ad opportunità lavorative per incrementare le proprie esperienze culturali. Una volta raggiunto il top della formazione, sono stati scelti dall’amministrazione attraverso una selezione meticolosa e oggi, coprono servizi strategici. Dal 99 al 2008 i tecnici addetti alla manutenzione hanno fatto 30 mila verifiche, ma anche gli impiegati alle politiche sociali e tutti gli altri lavoratori hanno svolto in modo efficiente la loro attività portato benefici al Comune, eppure nonostante questo, non vengono stabilizzati con contratti a tempo indeterminato e rischiano di essere sostituiti da collaboratori esterni scelti dal Comune”.
Dalla delibera inoltre, i consiglieri fanno notare che “oltre a dare mandato al Sindaco di procedere con urgenza all’attuazione di misure per la stabilizzazione delle 116 risorse lavorative e di aderire al bando previsto dalla legger regionale, l’amministrazione deve impegnarsi ad individuare gli strumenti e le risorse economiche integrative, al fine di ripristinare gradualmente il livello funzionale dei lavoratori che per aderire alle condizioni al bando devono essere disposti ad accettare una qualifica inferiore”.




