La parlamentare Doris Lo Moro, del Pd, segretario della commissione affari Costituzionali della Camera, ha indirizzato un’interpellanza al ministro dell’Interno in merito all’episodio verificatosi il 6 novembre scorso lungo il tratto calabrese dell’autostrada A/3, nel territorio di Bagnara Calabra, quando due uomini armati ed incappucciati hanno aggredito e minacciato gli operai di una ditta impegnata in lavori di ammodernamento dell’arteria. L’interpellanza e’ firmata, oltre che dalla parlamentare calabrese, dagli onorevoli Sesa Amici, Oriano Giovannelli, Marilena Samperi, Michele Bordo, Angelo Capodicasa, Vittoria d’Incecco, Luisa Bossa, Gianclaudio Bressa. “In un contesto assai allarmante – si legge nell’interpellanza – in cui la sicurezza delle imprese, ma anche quella degli amministratori ed in generale dei cittadini, appare fortemente a rischio, l’episodio del 6 novembre rappresenta una novita’ ed un salto di qualita’ nell’offensiva criminale che, per intimidire le imprese, non colpisce beni aziendali, secondo le modalita’ piu’ frequenti, ma sceglie la tecnica terroristica di puntare le armi sugli operai del cantiere”. Lo Moro ricorda “un precedente drammatico che non consente di sottovalutare l’episodio di Bagnara Calabra”: l’agguato mafioso di cui furono vittime, il 24 maggio 1991, due operai a Lamezia Terme. “Anche allora l’obiettivo – sottolinea la parlamentare – era il controllo del territorio e, piu’ specificatamente, l’appalto per la gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani”. Nell’interpellanza si fa rilevare che “in Calabria si registrano giornalmente minacce ed attentati, rivolti prevalentemente ad amministratori (700 attentati dal 2000 secondo i dati diffusi da Legautonomie Calabria) ed imprese. L’obiettivo perseguito dalla mafia calabrese, cui – si fa rilevare – va ricondotta gran parte di tali episodi, e’ di assicurarsi il controllo del territorio sia sotto il profilo economico che sotto il profilo sociale. Con la conseguenza che sono ormai numerosi gli enti che subiscono condizionamenti ed infiltrazioni mafiose (sono stati sciolti per mafia oltre 34 comuni e tre aziende sanitarie) e le imprese di cui la mafia si e’ impadronita o che comunque cadono nelle mani del racket”. La pressione dei clan, e’ scritto ancora nell’interpellanza “ha provocato nei mesi piu’ recenti una presa di posizione delle imprese aggiudicatarie dei lavori di rifacimento dell’A/3 Salerno-Reggio Calabria che si sono dette pronte a lasciare la regione. Circostanza questa – si evidenzia – denunciata in occasione di un convegno organizzato dalla Confindustria a Catanzaro in data 20-10-2008, alla presenza del ministro Maroni”. Doris Lo Moro e gli altri firmatari chiedono quindi di sapere “quali iniziative ha assunto il governo a tutela dell’impresa minacciata e capaci di restituire serenita’ e fiducia ai laoratori; come il governo intende agire per tutelare chi in Calabria lavora e produce onestamente”. Piu’ in particolare, i parlamentari chiedono “come il governo intende caratterizzare la propria azione contro la ‘ndrangheta e le organizzazioni mafiose” e “quali siano le priorita’ del governo nella lotta contro la ‘ndrangheta, quali le risorse a disposizione, quali gli specifici obiettivi da conseguire ed entro quali termini”. (AGI)




