
di Peppe Caridi – Il bando per la “metropolitana del mare” è stato pubblicato dal Ministero dei Trasporti un anno e quattro mesi fa, e oggi abbiamo finalmente un riscontro sul vincitore che è un’ATI tra Bluvia Rfi e Ustica Lines. Ma cos’è la metropolitana del mare? Cosa dice il bando? Come cambierà il sistema di trasporti nello Stretto ?
Di questo, e molto altro ancora, s’è parlato stamani nella sala della giunta del Palazzo dei Leoni, sede del Consiglio provinciale di Messina, in un tavolo organizzato e promosso dal presidente Nanni Ricevuto cui hanno preso parte i rappresentanti istituzionali dei Comuni di Reggio, Messina e Villa San Giovanni, quelli delle Province di Reggio e Messina, delle Capitanerie di Porto e dell’Autorità Portuale, l’assessore ai trasporti della Regione Sicilia, un rappresentante degli studenti dell’Università di Messina, i ragazzi di Azione Giovani di Reggio e di Messina che hanno promosso la raccolta firme dei pendolari dello Stretto, e l’ing. Vincenzo Franza, amministratore delegato della Caronte &
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Assenti illustri i vertici, o comunque i rappresentanti, di Bluvia, il ramo d’ azienda di Rete Ferroviaria Italiana Gruppo FS che continua a gestire in modo di fatto monopolistico il trasporto dei pendolari nello Stretto.
Nanni Ricevuto ha presentato con grande orgoglio l’iniziativa, e ci ha tenuto a sottolineare quanto possa essere importante la realizzazione dell’Area Metropolitana dello Stretto che darebbe a questo territorio una grande chance di crescita e sviluppo molto più forte rispetto a quanto possano crescere Reggio e Messina se rimangono compartimenti stagni dal punto di vista politico, amministrativo, burocratico e anche territoriale.
Proprio in quest’ottica, nell’analisi della mobilità dello Stretto, Ricevuto ha voluto portare avanti questo tavolo cui ha partecipato con grande entusiasmo l’Assessore all’Area Metropolitana dello Stretto del Comune di Reggio Calabria, Candeloro Imbalzano, leader del movimento “Area dello Stretto” nato a Reggio per promuovere la nascita, appunto, dell’area metropolitana che possa conurbare Reggio e Messina, o meglio, riconoscere burocraticamente, amministrativamente e politicamente quella conurbazione che nei fatti c’è già ed è realtà nella vita sociale e civile dello Stretto.
La discussione del tavolo, comunque, prende sin dall’inizio una piega molto più concreta e realistica rispetto alle discussioni progettuali sull’area metropolitana, e si parla sin da subito dei trasporti.
A scandire i ritmi e gli argomenti sono Vincenzo Franza e Antonio Sgrò, coordinatore comunale di Azione Giovani di Reggio: sono loro i veri protagonisti della riunione in quanto il primo svolge la funzione di tecnico ed esperto del settore, riuscendo quindi almeno in parte a sopperire all’assenza di Bluvia rispondendo ad alcune domande che gli altri partecipanti dell tavolo avrebbero voluto porre a Bluvia, il secondo invece dimostra di essere l’unico tra i partecipanti alla riunione, nonostante la giovanissima età e l’assenza di obblighi istituzionali, ad aver letto e studiato il bando del ministero dei trasporti sulla Metropolitana del Mare ingegnata dall’allora ministro ai trasporti Alessandro Bianchi.
“Il progetto della metropolitana del mare ideato dal ministro Bianchi – spiega Antonio Sgrò con brillante semplicità – prevede che gli aliscafi colleghino ad anello diverse aree dello Stretto, facendo quattro fermate: Messina porto, Messina Papardo, Villa San Giovanni e Reggio porto. In questo modo, però, il tempo di percorrenza arriverebbe a due ore circa e, di conseguenza, la situazione dei trasporti sarebbe ancor più difficile rispetto a quella odierna, quando per raggiungere Reggio da Messina o viceversa ci impieghiamo poco più di mezz’ora”.
Franza prende la palla al balzo e spiega che è assolutamente impensabile decidere di realizzare il bando del Ministero così per com’è stato disegnato. Anche perchè a Papardo non esiste alcun pontile per realizzare l’approdo previsto dal Bando, che finanziava 30 milioni di euro per il trimestre 2008-2010 (peccato che il 2008 si sia ormai concluso e che per realizzare la gara d’appalto ci sono voluti ben 16 mesi!).
“E’ chiaro – puntualizza Franza – che va rivisto il disegno del bando del Ministero, eliminando l’approdo a Papardo e realizzando un sistema di collegamento a pendolo tra Reggio e Messina, e tra Villa e Messina: non serve a nessuno il giro dello Stretto anche perchè Reggio e Messina sono collegate bene anche via terra”.
Vincenzo Franza è interessato alla vicenda anche e soprattutto perchè le Caronte stanno subendo direttamente un fatto del tutto nuovo e cioè la gestione del traghettamento dei pendolari.
Le navi-traghetto, infatti, gestite dai Franza hanno sempre attuato delle politiche per trasportare mezzi gommati e, in modo marginale, hanno amministrato una piccola mole dei pendolari dello Stretto che si muovono invece molto più agevolmente tra Reggio e Mesina con i mezzi Bluvia. O almeno si muovevano, finchè gli aliscafi funzionavano. Con i disservizi degli ultimi anni e, in modo particolare, degli ultimissimi mesi, le Caronte hanno dovuto investire denaro per incrementare il numero di passeggeri ch’è possibile ospitare a bordo fino a 600 per ogni traghetto.
Intanto Franza ha annunciato che da quando sarà attivo il nuovo servizio degli aliscafi veloci, sulle Caronte sarà disponibile uno sconto fino al 40% per quelle autovetture che transitano con una certe frequenza.
E pensare che non era neanche stato invitato al tavolo … ha dovuto, in prima persona, “rimproverare” Ricevuto di essersi dimenticato della Caronte, ma il presidente della Provincia ha dichiarato di aver pensato a quei soggetti interessati al pendolarismo e non al traghettamento riferto ai trasporti di mezzi a motore, rimediando però invitando in un secondo momento l’ing. Franza che ha anche spiegato bene che tipo di servizio svolge Bluvia-Rfi.
E’ infatti vero, come leggiamo nei comunicati (o negli pseudo-comunicati) di Bluvia attaccati (spesso con modalità fortunose) alle banchine dei porti di Reggio e Messina, che Bluvia non ha nessun obbligo nè alcun dovere di garantire questo tipo di servizio per i pendolari di Reggio e Messina: è un’azienda privata che ha la concessione per il collegamento tra le due sponde senza alcun obbligo o alcuna convenzione firmata con gli enti istituzionali che ne vincolino la continuità territoriale.
Questo tipo di problemi, ovviamente, sono molto più grandi rispetto alle risorse limitate che possono avere enti locali come Comuni e Province, infatti s’è lamentata la totale assenza delle due Regioni (Calabria e Sicilia) che hanno sempre considerato come marginale il territorio, rispettivamente, di Reggio e di Messina senza rispondere alle richieste dei pendolari da cui nasceva l’esigenza di creare una convenzione per il trasporto pubblico tra le due sponde dello Stretto.
Fatto sta comunque che adesso una convenzione ministeriale c’è, e l’Associazione Temporanea d’Imprese composta da Bluvia-Rfi e Ustica Lines dovrà garantire il servizio con cinque mezzi ( che saranno gli aliscafi già in uso a Bluvia e i catamarani della Ustica Lines) e con un certo tipo di serietà.
“La battaglia – afferma Caldeloro Imbalzano – si sta facendo anche sugli orari. Reggio e Messina devono essere infatti collegate anche nelle ore serali”.
La prossima settimana, intanto, ci dovrebbe essere una nuova riunione a cui stavolta si spera partecipi anche Bluvia: Ricevuto e gli altri componenti del tavolo hanno firmato un documento in cui viene richiesta la tempestività dell’attivazione del servizio adesso che il bando




