
Enzo Tromba è il segretario regionale di MCL (Movimento Cristiano Lavoratori), ma, soprattutto, è uno studioso dei fenomeni sociali.
La sua analisi del momento storico può – indifferentemente – partire dal particolare verso il generale
o, viceversa, muovere dai sistemi globali fino a scendere sul territorio: “In entrambi i casi” – dice Tromba – “non si scappa dalla concezione dell’economia sociale di mercato che gfli ultimi eventi mondiali hanno dimostrato essere l’unica valida. Il capitalismo può stare in piedi solo se è basato sui cardini della dottrina sociale della Chiesa. Non può esistere uno Stato che non gestisca e vigili sulle dinamiche relative alla sanità, al welfare, all’istruzione, alle infrastrutture ed anche all’economia. Su questa sono necessarie da una parte delle regole rigide e dall’altra il controllo dei mercati. Il liberalismo sfrenato è una forma di fondamentalismo e noi siamo contrari ad ogni tipo di fondamentalismo”.
Ed in tutto ciò la Calabria che fine fa?
“La storia lo ha insegnato: per incidere sul territorio bisogna partire dal territorio e, ad esempio, con la gestione dei fondi europei la Regione sta sbagliando tutto; non sta prendendo una via, non attua scelte, eppure, ad esempio, il federalismo è dietro l’angolo. Ma gli esempi sarebbero diversi: la miopia dimostrata sul porto di gioia tauro è emblematica”
Prospettive?
“Mah” – sospira Enzo tromba – “di fatto stiamo andando alla deriva; una deriva che può essere fermata solo da un rinnovamento della classe dirigente. Un rinnovamento che non sia solo anagrafico; qui paghiamo un deficit culturale spaventoso e da questo deficit continuiamo a muovere sbagliando, ovviamente, le scelte. Scelte che, tra l’altro, spesso non vengono poste in essere, visto che l’amministrazione della cosa pubblica è continuamente stretta nella morsa tra potere legale ed illegale e questa morsa spesso finisce per paralizzare ogni cosa”




