Riceviamo e pubblichiamo
Si è svolto in questi giorni a Bologna il Congresso Nazionale Forense, appuntamento annuale che vede riunirsi rappresentanti dei Fori di tutta Italia per discutere ed approvare le linee di indirizzo della vita professionale degli avvocati.
Tra le diverse mozioni presentate, il Congresso ha accolto quella della Commissione Nazionale Pari Opportunità del Consiglio Nazionale Forense sul tema della rappresentanza femminile. “E’ motivo di grande soddisfazione e orgoglio comunicare questo importante passo avanti fatto dall’avvocatura, che si è fatta parte attiva e propositiva, nel contesto del mondo professionale, affinché siano rimosse tutte le forme di discriminazione che di fatto ostacolano la piena attuazione del principio di parità garantito dagli artt.2, 3 e 51 della Costituzione”.
“La Commissione Pari Opportunità, di cui mi onoro di fare parte quale referente per la Regione Calabria, partendo dal dato della presenza femminile nella professione forense, in forte crescita negli ultimi decenni, con una media nazionale delle iscritte negli Albi di oltre il 40%, (con punte di oltre il 50% in numerosi Ordini territoriali), mentre tra i Praticanti Avvocati supera già il 60%,e dai dati rilevati dalla Cassa Nazionale di Previdenza, dai quali emerge una differente e minore produttività di redditi da parte delle colleghe rispetto ai colleghi, le quali, a parità di anzianità professionale, hanno un reddito molto inferiore ai redditi dei colleghi uomini, ha individuato il vulnus della parità nell’operare in fasce di mercato residuale e nella scarsa rappresentatività delle donne nei luoghi decisionali.
Di conseguenza, per un corretto adeguamento al principio costituzionale, l’adozione di un moderno ordinamento professionale non poteva ignorare la prospettiva di genere e dovrà, in particolare, prevedere a tutti i livelli, meccanismi di riequilibrio che garantiscano democraticamente la presenza femminile nei luoghi decisionali e di rappresentanza della categoria”.
Il Consiglio Nazionale Forense, anche attraverso la sua Commissione Pari Opportunità, la Cassa Forense, l’Organismo Unitario dell’Avvocatura, gli Ordini territoriali, le Associazioni Forensi e i Comitati pari opportunità si attiverà affinché venga promossa e favorita, a tutti i livelli, la rappresentanza femminile negli organi istituzionali e associativi; siano favorite e diffuse buone prassi per incrementare programmi di formazione finalizzati a potenziare le capacità economico – gestionali delle donne avvocato per consentire l’accesso delle stesse in settori professionali, che appaiono oggi loro preclusi; siano promossi e approntati, presso i competenti uffici ministeriali nuovi criteri per la applicazione degli studi di settore, alla luce dei recenti studi della Cassa di Previdenza e Assistenza Forense; sia promossa e favorita, anche attraverso specifiche materie di insegnamento presso le Scuole giuridiche di formazione e presso le Università degli Studi, la cultura della parità, fondata sui principi costituzionali.
avv. Maria Stella Ciarletta
(Consigliera Regionale di Parità)
(Referente per la Calabria Commissione PO)




