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Home CITTA Reggio Calabria

Gioia Tauro, interviene Tripodi (Pdci)

13 Ottobre 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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“Grande preoccupazione per la gravità di quanto emerge dalle indagini, ma allo stesso tempo rinnovata fiducia nell’azione della magistratura”. Ad affermarlo, in relazione agli arresti di oggi nella piana di Gioia Tauro, è il segretario regionale del PdCI ed Assessore Regionale all’Urbanistica e Governo del Territorio, Michelangelo Tripodi. “Siamo preoccupati dal quadro gravissimo che emerge dalle indagini – spiega Michelangelo Tripodi – della connivenza tra la politica e la criminalità organizzata, dalla penetrazione della ‘ndrangheta nei settori trainanti dell’economia di un intero territorio. Peraltro, la dichiarazione rilasciata dal procuratore capo della Dda reggina, Giuseppe Pignatone, circa l’esistenza di un’alleanza tra comuni e cosche e tra comuni in favore delle cosche che investe vari settori che riguardano le attività del porto di Gioia Tauro, i lavori dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, il settore dei rifiuti e la viabilità comunale, apre uno scenario inquietante sulla reale situazione di oppressione malavitosa che conoscono interi settori e conferma la necessità di rilanciare l’impegno e la lotta contro la mafia su tutti i p iani. Siamo di fronte ad una condizione, nella quale la ‘ndrangheta è assurta a ruolo di grande potenza che controlla indisturbata il territorio ed i flussi di spesa affossando le istituzioni e la democrazia e con esse la speranza di un futuro diverso per la nostra Regione”.

“Per questo è necessario un forte impegno da parte di tutte le istituzioni e lo Stato deve dare delle risposte efficaci e decisive. Non è assolutamente ammissibile – afferma Tripodi – come è emerso dalle indagini che possano esserci comuni coinvolti nell’inchiesta che si costituiscono parte civile nei processi e poi anziché farsi risarcire i danni dall’avvocato Piromalli, dieci milioni di euro come previsto da una sentenza, offrano al condannato la possibilità di evadere la sanzione in cambio di prestazioni professionali e di consulenza a favore degli stessi comuni. Siamo veramente al paradosso. Per questo dobbiamo rafforzare l’impegno contro un sistema allucinante, di illegalità diffusa, dove è purtroppo la ‘ndrangheta a farla ancora da padrona”.

“ La Calabria onesta attende da tempo risposte che non possono essere più disattese – afferma ancora Tripodi –. Per questo è necessario dare seguito al percorso avviato nella scorsa legislatura, in troducendo norme più stringenti per quanto riguarda lo scioglimento delle Pubbliche Amministrazioni e delle Asl infiltrate dalla criminalità organizzata. Un sistema che consenta di intervenire anche contro gli amministratori resisi colpevoli, in modo da spezzare le collusioni tra mafia, politica e pubblica amministrazione. Così come è fondamentale rivedere l’attuale normativa sulla certificazione antimafia raggirata in molti casi dagli esponenti delle stesse cosche mafiose”. “E’ ora di finirla con la retorica stucchevole e parolaia, non possiamo più limitarci a commenti di solidarietà con le vittime e gli inquirenti, con complimenti alle forze dell’ordine e i generici appelli alla moralità e alla lotta alle mafie. E’ troppo poco, è troppo facile. Bisogna affrontare il problema con determinazione, prendere di petto l’emergenza criminalità organizzata con leggi adeguate che vadano a colpire al cuore gli interessi e i patrimoni dei mafiosi”. “Lo Stato – ribadisce Michelangelo Tripodi – deve dare risposte certe, visto che ormai interi comparti della pubblica economia sono appannaggio esclusivo delle “famiglie” legate alla ‘ndrangheta, che decidono persino, come ha messo in luce l’indagine della Dda, il tracciato dei lavori della A/3, gli importi delle singole gare e le imprese che devono aggiudicarseli, intervenendo con le minacce e le intimidazioni quando qualcuno osa opporsi ai lo ro disegni”.

“Occorre convincersi che una guerra è in atto e che a questa guerra lo stato si deve attrezzare adeguatamente per – conclude il segretario regionale del PdCI – combatterla e vincerla.”

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