Si è aperto, all’arena “Alberto Neri” di Catona, l’attesissimo “Med-fest”: l’iniziativa, organizzata da “A testa alta per la Calabria”, con la partecipazione di Rete Universitaria Nazionale, che animerà fino al prossimo 7 settembre il dibattito politico-culturale in riva allo Stretto.
La manifestazione ha preso il via con il dibattito sulla questione che rappresenta il leit-motiv della “quattro giorni” di Catona, quello del rapporto tra università, saperi e sviluppo. Dopo l’indirizzo di saluto della coordinatrice provinciale del Pd, Alessia Zappia, ai ragazzi convenuti in riva allo Stretto per partecipare al “Med-fest”, è entrata nel vivo la discussione sul tema, attuale ed assai delicato, al centro dell’incontro: la riforma del sistema universitario e della formazione nel nostro Paese. L’appuntamento odierno, è stato spiegato, rappresenta la prima delle conferenze tematiche che, a livello nazionale, si terranno per formulare una compiuta e ben definita proposta su questa materia, che verrà consegnata nelle mani dell’on. Luciano Modica, ministro del “governo ombra” del Partito democratico e già presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane. Quest’ultimo è intervenuto telefonicamente al dibattito, sottolineando per un verso la qualità della didattica ancora oggi proposta dal nostro mondo accademico, per l’altro le difficoltà di ordine economico-finanziario esistenti.
La riflessione sull’intera tematica, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, è stata fatta partire proprio dal Sud, scegliendo simbolicamente il “Med-fest”. “Quello dell’università è un tema cruciale non solo per il futuro delle giovani generazioni, ma soprattutto per lo sviluppo del nostro Paese e, in particolare, della Calabria”, ha detto nel corso del suo intervento Nino Cilione, rappresentante reggino di RUN. Da parte sua, Donato Montibello, presidente della Rete universitaria, ha posto l’accento sulle criticità che caratterizzano la vita degli atenei italiani, soprattutto negli ultimi anni.
Una crisi che non può essere considerata irreversibile, ma che potrà essere fermata solo ripensando dalle fondamenta l’attuale, lacunoso sistema della formazione universitaria e post-lauream. Al dibattito sono intervenuti anche i giovani Antonio Chianese, Niccolò Guicciardini e Valentina Amuso. Tutti i partecipanti all’incontro si sono trovati d’accordo nel sostenere la necessità di maggiori investimenti sulla formazione e sulla ricerca scientifica; l’esatto contrario delle dissennate politiche dei tagli che l’attuale Governo nazionale sta portando avanti: “Anche da questo punto di vista, rivendichiamo di essere cittadini del Sud, e non sudditi, che subiscono passivamente le scelte assunte da chi conosce la nostra realtà solo da lontano”.
La platea del “Med-fest”, ampia e partecipe, ha condiviso l’impostazione data al dibattito. Il tema del rapporto tra i saperi e lo sviluppo, attraverso il mondo dell’università, è stato sviscerato pienamente, anche con il ricorso ad alcuni esempi virtuosi. Uno su tutti, quello dell’Irlanda, paese che nell’arco di pochi decenni è riuscito a cambiare pelle, proprio scommettendo sulla conoscenza. “Oggi i cittadini irlandesi – ha ricordato Alessia Zappia – hanno un reddito pro-capite tra i più alti in Europa e, soprattutto, dispongono di un livello di istruzione mediamente superiore alle altre realtà del Vecchio continente”, è stato ricordato nel corso della discussione.
Al dibattito ha fatto seguito il divertente spettacolo di cabaret di un comico conosciuto al grande pubblico, Gianni Pellegrino, famoso per le sue interpretazioni nei film di Leonardo Pieraccioni, e il concerto di Mimmo Cavallaro e dei Taran Project.
Le attività del “Med-fest” riprenderanno domattina con la prima sessione del laboratorio politico-tematico “Ad esempio…a me piace il Sud”, mentre nel pomeriggio avrà luogo il momento più atteso dell’intera manifestazione: l’intervista a più voci di Massimo D’Alema, da parte di un gruppo di studenti che aderiscono a Run.




