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    Reggina: il giorno della nuova Tribuna e dello scandalo degli ombrelli rubati

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    di Peppe Caridi – E’ il giorno della nuova Tribuna allo stadio Oreste Granillo, ma è anche il giorno del maltempo. E il giorno di chi, a causa dell’impedimento di poter portare alcuni tipi di ombrelli allo stadio, se li è visti prima sequestrare dagli steward e poi rubare da altre persone mentre si sorbiva l’acquazzone sulla propria pelle, senza riparo alcuno.

    Gli ombrelli appuntiti, quelli grandi, non possono entrare allo stadio. Bisogna portare quelli piccoli. E così tutti i numerosi tifosi che avevano portato con sè, consci delle minacciose condizioni del cielo e delle previsioni meteo, un ombrello di quelli grossi, con la punta, se lo sono visto sequestrare all’ingresso in campo, dopo aver timbrato l’abbonamento/biglietto agli ormai famosi tornelli.

    Gli steward spiegano che un decreto ministeriale obbliga le società ad impedire l’ingresso di determinati oggetti, tra cui rientrerebbero gli ombrelli appuntiti.

    E così raccolgono centinaia di ombrelli lasciando senza riparo tutti coloro che avevano previsto come ripararsi dall’eventuale maltempo.

    Ma fin qui, tutto sembra normale. “Mea culpa” di chi ha portato l’ombrello sbagliato, anche se non conosceva la norma: “ignorantia legis non excusat”.

    Ma il “bello” deve ancora arrivare.

    Gli steward per tutto il primo tempo e l’intervallo rimangono vigili e guardiani vicino agli ombrelli e agli altri oggetti sequestrati: hanno il dovere di farlo in modo da salvaguardarli finchè, all’uscita dallo stadio, i rispettivi proprietari possano riappropiarsene.

    Quando, però, poco dopo il calcio d’inizio del secondo tempo, un violento acquazzone colpisce il Granillo, ecco che decine e decine di persone sprovviste di ombrelli si lanciano contro le “riserve” sequestrate dagli steward e, indisturbati, scelgono l’ombrello più bello (come fossero in un negozio, dove però non si paga e non viene rilasciato alcun tipo di scontrino!) e lo portano con sè per ripararsi dall’acqua.
    E ancora, dopo la fine della partita, decidono di portarselo anche a casa: ormai si erano affezionati, poverini, perchè dovevano crudelmente dividersi ?

    I legittimi proprietari scoprono del furto a fine gara, quando prima di uscire dal Granillo arrivano dagli steward per riprendere il bene sequestrato. Ma non c’è più niente.

    Dopo aver fatto “mea culpa”, si erano auto-puniti prendendosi addosso tutta l’acqua (e non è stata poca…) abbattutasi dal cielo, ma come se non bastasse sono stati costretti a subire, oltre al danno, anche la beffa.

    Gli steward si difendono sostenendo che quando è iniziato il nubifragio, il comandante dei carabinieri (di cui disconoscono nome e cognome) li ha avvicinati e gli ha ordinato di distribuire gli ombrelli: ma intendeva ai legittimi proprietari? E come faceva a sapere chi erano i legittimi proprietari ? Oppure intendeva: “Fateveli rubare da sotto il naso come se nulla fosse e fate gli indifferenti, anzi, se piove riparatevi pure sotto un paio di ombrelli rubati anche voi” ??

    Chissà cos’avrà detto, chissà se è vero che ha detto qualcosa: gli steward si rifiutano, poi, di andare a testimoniare insieme ai tifosi derubati dal comandante il quale avrebbe dichiarato di assumersi tutte le responsabilità secondo il parere degli stessi steward.

    Ma c’è di più.
    Per accontentare alcuni dei tifosi che hanno subito il furto, gli steward prendono un paio di ombrelli con cui si stavano riparando fino a pochi secondi prima, e li porgono ai “rivoltosi” che pretendevano semplicemente di tornare a casa con il loro ogetto: “Prendete questi, tanto sono rimasti qui e non li ha voluti indietro nessuno”.

    “Omnia aliena sunt tempus tantum nostrum est”
    diceva Seneca.
    Accontentiamoci di questo.

    http://peppecaridi2.wordpress.com/