
di Claudio Cordova – Il Consiglio Comunale riprende i propri lavori dopo la pausa estiva: si comincia con i saluti all’onorevole Francesco Nucara, segretario nazionale del Partito Repubblicano Italiano. L’ex sottosegretario di Governo, reggino, è in città per rendere omaggio al nuovo consigliere comunale, Paolo Ferrara del PRI (nella foto di Peppe Caridi), che surroga Rocco Lascala, nominato alcune settimane fa assessore al bilancio.
Il primo discorso in Consiglio Comunale del commosso Paolo Ferrara richiama i valori storici del Partito Repubblicano Italiano, ma richiama, soprattutto, la figura di Gianni Rizzica, vicesindaco della città, autorevole esponente dell’Edera, scomparso alcuni mesi fa.
L’applauso dell’Aula è doveroso, ma, soprattutto, sincero.
Per dare il benvenuto al nuovo consigliere il Civico Consesso di Reggio Calabria impiega due ore, centoventi minuti.
Parlano tutti o quasi.
Tutti vogliono augurare buon lavoro al nuovo collega, ma tutti, soprattutto, vogliono tirare l’acqua al proprio mulino: e così dai banchi della maggioranza partono elegie sull’operato del sindaco Scopelliti, che in Aula non c’è, mentre dai banchi della sparuta opposizione ecco la solita valanga di fango sull’operato del Primo Cittadino.
Brutte scene in entrambi i casi.
E mentre Francesco Nucara va via, vuoi per la noia, vuoi per impegni, la cosa più intelligente la dice Giovanni Minniti dei Democratici di sinistra (Partito Democratico?), quando stigmatizza l’eccessiva durata dei saluti e degli auguri di buon lavoro nei confronti di Ferrara.
Il nuovo consigliere se li merita tutti, ma ogni cosa ha un limite.
Ma il capolavoro il Consiglio Comunale di Reggio Calabria lo realizza quando si passa alla discussione e alla votazione dei punti 2 e 3: quelli che riguardano i debiti fuori bilancio per il mese di gennaio del 2008 su proposta dell’Ufficio degli Affari Legali: qualche migliaio di euro, tanto per gradire. Entrambi i punti vengono approvati, a maggioranza, nel giro di tre minuti netti.
Un tempo di valore mondiale.
L’unico a intervenire è il solito Massimo Canale, che sarà anche antipatico, sarà anche eccessivo, ma è uno dei pochi che prova a dire qualcosa di sensato di tanto in tanto. Per carità, cose trite e ritrite: photored, in primis; quanto basta, però, per guadagnarsi la pagnotta.
Il punto più atteso, il numero 8, Il Girasole – modifiche al contratto di concessione al CO.GE.M., non viene discusso. All’inizio della seduta il presidente Chizzoniti fa rimuovere uno striscione dai banchi della minoranza e poi il silenzio.
I consiglieri Scarfone e Morisani presentano un ordine del giorno che riguarda Sviluppo Italia, ma non tutti sono d’accordo sulla discussione immediata.
Anche questa è andata.
Arrivederci al prossimo giro.




