
di Peppe Caridi – 2 settembre. Come ogni anno a Polsi si festeggia la Madonna della Montagna, come da tradizione millenaria che richiama migliaia di pellegrini (quest’anno poco più di cinquemila) da tutta la Calabria nel cuore dell’Aspromonte.
La novità di quest’anno è che per la prima volta s’è festeggiata la festa di Polsi anche ad Aosta, dov’è cospicua la comunità Calabrese.
Correva il lontano 1929 quando la prima famiglia di San Giorgio Morgeto decise di emigrare in Valle d’Aosta, stabilendosi ad Aosta, allora un paesone Alpino di montagna.
“Qui è tutto bellissimo”: così, entusiasti, gli emigranti calabresi invitavano a trasferirsi anche gli altri conpaesani e nel secondo dopoguerra molti centri rurali dell’Aspromonte si svuotarono per andare a popolare la Valle d’Aosta così come molte altre zone del nord.
Oggi ad Aosta e dintorni vivono cinquemila persone originarie di San Giorgio Morgeto, mentre il paese sui primi colli Aspromontani affacciati nella piana di Gioia Tauro conta ormai solamente tre mila abitanti: è più grande la comunità valdostana rispetto al centro urbano calabrese.
Ad Aosta ci sono più di diecimila originari calabresi su una popolazione che a stento raggiunge i cinquantamila abitanti, ma comunque complessivamente in Valle d’Aosta la comunità calabrese è di 28.000 persone su 120 mila abitanti complessivi.
L’acciaieria Cogne, che ancora oggi produce acciaio di grande qualità, richiamò migliaia di operai calabresi proprio negli anni ’50 e così gli emigranti hanno portato con sè il loro bagaglio culturale, di tradizioni, di storie e anche di fede.
E’ come se gli abitanti di San Giorgio Morgeto si fossero portati con sè anche i santi, poichè da ormai diversi decenni il 27 luglio di ogni anno si celebra la festa di San Giorgio e Giacomo in contemporanea sia a San Giorgio Morgeto che ad Aosta, una festa che dura 15 giorni a cavallo del 27 luglio e che è caratterizzata dalle classiche tarantelle, sfilate e messe “made in Calabria”, così come dai Fuochi d’Artificio: l’unico spettacolo pirotecnico della Vallè è quello della festa di San Giorgio e Giacomo, evento che richiama migliaia di curiosi da Svizzera, Francia e molte altre zone del nord Italia.
Molti emigrati inoltre nel mese di agosto rientrano per le ferie nei loro paesi di origine e quindi quella festa è ogni anno l’occasione per vivere con trepidazione gli ultimi giorni di lavoro in attesa del “via libera” per il ritorno in patria, tra le proprie case, nelle proprie vie d’infanzia, dai propri cari e da amici e parenti.
Oggi, per la prima volta, anche la Festa di Polsi è stata esportata in Valle d’Aosta: nel capoluogo, ad Aosta appunto, è stata celebrata una messa che ha visto una grandissima partecipazione (circa 300 persone) nella chiea di Sant’Anselmo, tanto che l’evento è stato documentato dalle telecamere regionali della Rai.
“Trenta anni fa immaginare una cosa del genere era impossibile” sostengono molti cittadini valdostani della comunità calabrese, evidenziando come negli ultimi anni l’integrazione sia sempre più facile e positiva, senza quegli scontri razziali che purtroppo macchiavano i primi anni in cui gli abitanti del sud si spostavano al nord in cerca di fortune.
E così la Madonna della Montagna è arrivata da San Luca alle pendici del Monte Rosa.




