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    Dell'Utri: entro settimana decisione su richiesta atti a Reggio

    Il sostituto procuratore generale di Palermo, Antonino Gatto, decidera’, entro la prossima udienza del processo d’appello in cui e’ imputato di concorso in associazione mafiosa il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, se chiedere o meno l’acquisizione delle carte che gli sono state trasmesse nei giorni scorsi dalla Procura di Reggio Calabria. La Corte d’appello di Palermo, che ha fissato l’udienza per il 24 settembre a Firenze (dove sara’ sentito un collaboratore di giustizia) dovra’ poi valutare la richiesta e la cosa potrebbe allungare ulteriormente i tempi del dibattimento di secondo grado, in corso dal 2006 e messo a rischio, tra l’altro, anche da un infortunio di uno dei consiglieri a latere, Sergio La Commare. In Tribunale Dell’Utri e’ stato condannato a nove anni. Negli atti trasmessi dal procuratore calabrese Giuseppe Pignatone sono state inserite le intercettazioni delle conversazioni tra l’imprenditore Aldo Micciche’, ex parlamentare Dc, e lo stesso Dell’Utri, ma anche le trascrizioni delle conversazioni fra Micciche’ e Gioacchino Arcidiaco, considerato vicino alla cosca della ndrangheta calabrese dei Piromalli. Dell’Utri aveva fissato un appuntamento con Arcidiaco e quest’ultimo, parlando con Micciche’, che telefonava dal Venezuela, riceveva istruzioni su cosa dire al senatore azzurro, definito dall’imprenditore come “l’anticamera di Berlusconi”. L’incontro sarebbe stato chiesto da Arcidiaco per conto della cosca, in vista di un possibile patto di scambio: queste pero’ sono ipotesi non suffragate da riscontri, perche’ non esistono atti investigativi sull’incontro, che non si sa se sia avvenuto. Per usare le intercettazioni di Dell’Utri occorrera’ pure chiedere l’autorizzazione al Senato, cosa gia’ avvenuta, di recente, per altre telefonate del politico sotto processo. Nei giorni scorsi la Procura di Reggio aveva deciso di convocare Dell’Utri – non indagato dai magistrati calabresi – come persona informata dei fatti, ma il senatore imputato a Palermo ha fatto sapere di non essere disponibile a testimoniare. Questo perche’, come ha comunicato ai pm reggini l’avvocato Pino Di Peri, le eventuali risposte potrebbero comunque essere utilizzate dai magistrati siciliani: Dell’Utri e’ dunque da considerare ‘imputato di reato connesso’ e come tale puo’ avvalersi della facolta’ di non rispondere. La Procura calabrese ha cosi’ rinunciato alla sua audizione. (AGI)